Un’autentica rivoluzione è stata ufficializzata dalla FIS, il cui Consiglio è riunito a Thun, in Svizzera, per una sessione ordinaria di due giorni e un workshop strategico.
La decisione più importante del meeting è quella di far disputare, a conferma delle voci che circolavano già da alcune settimane, i Campionati del Mondo non solo negli anni dispari, ma anche negli anni pari che non prevedono i Giochi Olimpici.
“Il Consiglio della FIS – si legge nel comunicato – dopo aver esaminato uno studio preliminare di fattibilità incentrato sul valore sportivo, sulla valutazione del calendario e sul potenziale commerciale e dei diritti mediatici, ha approvato l’idea di aumentare la frequenza dei Campionati del Mondo”.
Un’edizione già nel 2028?
Il cambiamento prenderà corpo ufficialmente a partire dal 2032, due anni dopo i Giochi Invernali delle Alpi Francesi. Ma – attenzione – il Consiglio si è dichiarato disponibile a valutare la possibilità di prevedere la prima edizione dei Mondiali in anni pari già a partire dal 2028.
Ricordiamo che le prossime rassegne iridate in calendario sono quelle di Crans Montana 2027, Narvik 2029 e Val Gardena 2031. Si apre ora la corsa alla località che potrebbe organizzare in brevissimo tempo (di fatto, un anno e mezzo) l’edizione iridata del 2028.
La scelta della FIS segue quello che già accade da diverso tempo in altre discipline invernali come il biathlon, che fa capo all’IBU. Di certo si tratta di una bella notizia per gli appassionati, di una mossa chiaramente orientata al marketing e alla valorizzazione del prodotto sci anche attraverso i media ma che – aggiungiamo noi – potrebbe rivelarsi più democratica in quanto offrirebbe agli atleti di competere per una medaglia ogni anno ed eliminerebbe quelle che, a cadenza quadriennale, sono state fino ad ora delle stagioni di sola Coppa del Mondo.
