Tre ritiri atletici, due stage allo Stelvio e la trasferta in Argentina, la seconda della carriera con la squadra C, dove spera di aver messo le basi per la stagione dell’affermazione.
Il talento di Matteo Avesani non si discute. Ora ci si aspetta qualcosa di più concreto, dopo un inverno 2026 all’insegna della continuità in slalom nelle gare FIS.
“A Ushuaia è stato un mese molto intenso – racconta Avesani, cresciuto nello Sci Club Cortina, 20 anni compiuti ad agosto – Nelle ultime due settimane, complice la partenza delle squadre nazionali più forti rientrate in Europa, abbiamo avuto modo di allenarci su piste più complesse e preparate al meglio. La qualità non è mancata”.
Matteo, l’anno scorso in slalom sei stato uno dei più forti della categoria Giovani, anche se nelle gare del GPI ti è mancata la vittoria.
“Non ho raccolto tutto quello che potevo raccogliere ma il bilancio è positivo. Mi sono espresso su alti livelli dall’inizio alla fine, magari il successo mi è sfuggito perché ho buttato via qualche prima manche, facendo poi dei buoni recuperi che la sera suonavano un po’ come rimpianti. In gigante invece ho fatto più fatica”.

C’è una spiegazione?
“L’errore tecnico che mi porto avanti da tempo incide di più tra le porte larghe, mentre riesco a camuffarlo in slalom, con le distanze ravvicinate”.
Cioè?
“Riguarda l’attesa a ingresso curva. Tendo a portare il bacino indietro e non sento subito la linguetta dello scarpone. Ci ho lavorato tanto, sui tempismi e alle alte velocità. Ma anche in slalom bisogna stare meglio sopra il palo prima dell’impatto”.
Una gara che ti ha particolarmente soddisfatto?
“Lo slalom degli Assoluti. Ho faticato in prima manche, la neve era morbida, non c’erano condizioni ideali. Avendo centrato la qualifica con il 29esimo tempo ho sfruttato la pista nella seconda discesa e ho recuperato un bel po’ di posizioni (17° al traguardo, ndr). Sono andato fiero dell’aspetto mentale, non ho mollato, ci ho creduto tanto”.
Come gestisci la pressione?
“Cerco di stare tranquillo e soprattutto di pensare a me stesso e non a cosa pensano gli altri, specie quando le cose non vanno”.
Che gruppo è quello della C?
“Si sta bene, ci sproniamo a vicenda, abbiamo fatto un bel lavoro quest’estate. I tecnici sono tutti nuovi. Sentieri è salito in B, Deflorian non è più in Fisi, Abruzzese è il coordinatore dei preparatori. Ora siamo con Boldrini, Imberti e Mondinelli. È nato un buon feeling con tutti”.

Dal punto di vista fisico ti senti a posto?
“Negli ultimi anni ho lavorato in maniera completa, curando la forza e la componente aerobica. Non ho lacune, devo solo continuare su questa strada per trarre poi i migliori benefici sugli sci”.
Fuori dalle piste per te c’è anche lo studio.
“Frequento il secondo anno dell’International Business Studies H-Farm College di Venezia, interamente in inglese, con il programma per atleti di alto livello che mi consente di non rispettare la presenza obbligatoria alle lezioni. Studiare mi aiuta tanto a staccare dallo sci”.
Altri sport praticati?
“La bici in montagna, le camminate, le ferrate, il golf. Ma anche tennis e padel con gli amici, in città”.
Uno slalomista che ti piace?
“Steven Amiez, per la grinta che ci mette. E’ uno che secondo me ha raccolto poco rispetto a quello che potrebbe”.

Quando hai capito che potevi diventare un atleta in orbita Nazionale?
“Non nei primi anni Giovani, perché ho faticato a prendere il ritmo. Forse al terzo anno, al primo GPI disputato a Pozza di Fassa. Partivo col 60, ho centrato la qualifica e poi ho rimontato fino alla top ten. Ho capito che me la potevo giocare con i migliori”.
Ma sugli sci, da veronese, come ci sei finito?
“Per la passione della mia famiglia, i miei e mio fratello maggiore Tommaso. Nel fine settimana per me era una liberazione, fuggivamo tutti dalla città. Prima sciavo a Brunico, a partire dalla categoria Ragazzi, per questioni logistiche, sono passato a Cortina”.
Obiettivi per il 2026/27?
“Migliorarmi in slalom e fare bene in Coppa Europa. Gareggiare nelle tappe estere sarà dura, punto innanzitutto sulle gare italiane dove ci sono più posti. Spero di combinare qualcosa di buono in slalom. Il vero obiettivo saranno i Mondiali Juniores”.
