Anna Trocker, Solden è dietro l’angolo: mordere la Coppa senza pensare troppo ai risultati

Quando a 17 anni vinci due titoli mondiali juniores e due settimane dopo ti presenti alle finali di Coppa del Mondo di Hafjell entrando in top ten sia in gigante che in slalom, inevitabilmente finisci nell’occhio del ciclone. Tutti si aggrappano al tuo talento, sperando di aver trovato la campionessa in grado di raccogliere l’eredità delle più grandi e dare una boccata d’ossigeno al settore azzurro delle discipline tecniche. Negli ultimi mesi è accaduto questo ad Anna Trocker, che a suon di prestazioni all’insegna della precocità ha prenotato il futuro, guadagnandosi il doppio salto dalla Squadra C alla squadra A.

La stagione che sta per cominciare vedrà l’altoatesina cresciuta con Arnold Karbon al Seiser Alm Ski Team alle prese con la Coppa del Mondo. Un anno fa di questi tempi pensava alle gare FIS e alla Coppa Europa, prima che il progetto federale la portasse in Nor-Am e facesse emergere le sue qualità con le vittorie a Copper Mountain e Mont Tremblant, un passepartout per tutto quello che da lì in avanti sarebbe successo.

Ritrovarsi con i fari puntati e gestire la pressione non deve essere semplice. La maturità tecnica e la forza mentale della ragazza hanno già stregato gli addetti ai lavori. Giusto ieri è arrivata l’ufficializzazione del suo ingresso nel team Red Bull (in compagnia di Franzoni, Paris, Goggia e di tutti gli assi dello sci alpino), con il brand austriaco che non ha perso tempo a scommettere e sostenere la sua caratura ragionando di prospettiva.

Eppure Anna Trocker, che nel suo magico 2026 ha anche trovato casa alle Fiamme Oro, sta venendo su con la schiena dritta, incurante di quanto si dice sul proprio conto. La politica del passo alla volta è stato confermato pure ai nostri microfoni, a dieci giorni dall’opening di Solden: poche parole, concetti chiari, la consapevolezza che il tempo è dalla sua parte.


Anna, come stai? Per te sono cambiate tante cose rispetto all’anno scorso.
“La preparazione è andata per il verso giusto, sia a Ushuaia che negli ultimi giorni allo Stelvio. Ormai ci siamo, tra poco scieremo sul Rettenbach in vista dell’esordio”.

Che effetto ti ha fatto debuttare così giovane in Coppa del Mondo?
“Una grande emozione, è arrivato tutto all’improvviso e ho avuto la possibilità di fare esperienze nuove e imparare”.

Quali insegnamenti hai tratto dal weekend di Hafjell?
“Ho visto come le più forti si muovono prima di gareggiare. Ho cercato di osservare come si preparano, la cura dei dettagli, ad esempio nella ricognizione del tracciato e nel riscaldamento”.

Da un paio di mesi si parla tanto delle tue qualità. I paragoni con le più grandi ti spaventano?
“Devo cercare di non pensare troppo a quello che viene detto dall’esterno. Ma concentrarmi su me stessa, sulla tecnica e anche su quanto voglio divertirmi sugli sci”.


Che obiettivo ti sei data per le prime gare del calendario?
“Non ho un obiettivo specifico e non voglio fissarmi troppo sul risultato. Spero di poter continuare sulla scia di quanto raccolto sul finire dell’anno scorso”.

Hai davanti la tua prima stagione completa di Coppa del Mondo e un calendario molto fitto: l’idea ti mette un po’ di timore?
“In effetti il programma mi ha spaventata. Intanto non vedo l’ora di iniziare, poi ragioneremo tappa dopo tappa. La preparazione atletica comunque è stata impeccabile”.

Che ricordo ti ha lasciato il doppio titolo mondiale juniores di Narvik?
“Emozioni che non dimenticherò mai. Due vittorie ma soprattutto una trasferta che mi ha permesso di conoscere nuove persone e di stare bene anche con la squadra nazionale”.

Che consigli stai ricevendo dagli allenatori della squadra A?
“Di non avere troppa fretta di iniziare la curva, tendo a entrarci troppo presto specialmente in quelle verso sinistra”.

Anna Trocker con la sorella Nadine e il tecnico di sempre Arnold Karbon.


Di questo aspetto tecnico ci aveva ragguagliato anche Arnold Karbon, il tuo storico allenatore al Seiser Alm. Ci aveva anche detto che sei una che può fare tanta strada, che sei l’atleta che tutti i tecnici vorrebbero allenare.
“Lui è quello che mi ha dato di più, è stato il grande punto di riferimento per la mia crescita. Gli voglio bene, ho passato degli anni bellissimi. So di avere qualità, ma che devo ancora crescere tanto”.

Cosa speri invece per tua sorella Nadine, ora in squadra C? Un mese fa ci aveva confidato che da piccole eri tu quella che provava a emularla. Ora i ruoli sono capovolti?
“Abbiamo sempre fatto tutto insieme, compreso il lavoro allo sci club. Poi si è fatta male e ha perso un po’ terreno. Adesso è in ripresa, la mia speranza è quella di poter gareggiare un giorno insieme in Coppa del Mondo”.

Ma c’è una gara di Coppa in cima alla lista dei tuoi desideri?
“Il massimo sarebbe vincere il gigante di Plan de Corones, a due passi da casa”.


Anna, cosa rappresenta per il tuo modo di essere un paradiso naturale come Fiè allo Sciliar?
“Un posto tranquillo, l’ideale per rilassarmi e recuperare energie, soprattutto d’estate quando riesco a passarci più tempo”.

Come stai vivendo l’attesa di Solden a livello emotivo?
“Sembra strano che tra due settimane si parta. L’anno scorso la stagione è iniziata per me molto più avanti e a dicembre gareggiavo in Nor-Am. Ora è tutto nuovo però mi sono preparata tanto e arrivo pronta all’appuntamento”.

foto FISI

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