I fratelli Carrick-Smith e la svolta dopo i sacrifici per non restare al verde

Sono tornati in testa alla cronaca da una settimana, in virtù dei successi in Nuova Zelanda, sede della preparazione estiva. Luca Carrick-Smith, classe 2005, ha preceduto i fratelli minori Freddy e Zak (gemelli, del 2007) nello slalom di Coronet Peak, per uno storico podio tutto in famiglia che ha fatto il giro del web.

Sempre a Coronet Peak e sempre tra i pali stretti, ma nella gara valida per l’ANC e senza la “compagnia” dei fratelli, è toccato a Freddy portarsi a casa una preziosa vittoria e chiudere la campagna australe come meglio non si poteva.

Non che prima d’ora i fratelli britannici non fossero conosciuti. Anzi. Ma quest’estate potrebbe aver rappresentato una svolta per la loro carriera.

Dopo gli anni di sacrifici, passati con il supporto della famiglia e di alcuni privati (compreso il crowdfunding), Luca, Freddy e Zak hanno finalmente il sostegno che pensavano di meritare per il loro talento.

Freddy è entrato a far parte del team di Coppa del Mondo della federazione britannica, al pari di Billy Major, Laurie Taylor, Victoria Palla e Reece Bell.

Luca e Zak hanno invece firmato con Van Deer, il marchio di sci di Marcel Hirscher protagonista di un mercato che ha pescato nella Next Gen di qualità anche grazie al contributo di Red Bull.

Inseguendo un sogno

Il nuovo contratto di Luca e Zak e l’ingresso di Freddy nella squadra A della Gran Bretagna (unico a rimanere con sci Dynastar, avrà finalmente uno skiman al suo seguito) hanno perciò significato l’ingresso di nuove risorse economiche e tecniche nel team familiare che sin qui si è retto sulle spalle di mamma Emma, ex sciatrice di livello con all’attivo un paio di punti in Coppa del Mondo e alcuni successi in Nor-Am Cup, e di papà Paul, allenatore e fac totum del progetto costruito attorno ai figli.

Per inseguire il sogno di diventare atleti professionisti e magari ricalcare le orme di Chemmy Alcott e Dave Ryding, appena ritiratosi dalle competizioni, i fratelli Carrick-Smith hanno davvero stretto i denti e collaborato con i genitori, rinunciando anche a delle trasferte per far sì che i conti continuassero a quadrare.

Nati in Francia (hanno la doppia cittadinanza), cresciuti sulle nevi di Tignes anche se da qualche tempo fanno base a Wagrain, nel Salisburghese, hanno usufruito sin qui solo di risorse private: guadagni e risparmi delle attività lavorative dei genitori, gli sponsor privati, la piattaforma GoFundMe. Lo scorso anno avrebbero potuto chiudere la stagione agonistica intorno a metà gennaio, se non fosse intervenuto un benefattore vicino ai genitori a finanziare la prosecuzione del progetto.

In giro per il mondo all’insegna del “risparmio”

Del resto, i costi nello sci non sono affatto un dettaglio. E i Carrick-Smith si sono saputi arrangiare. In giro per Coppa del Mondo e Coppa Europa, ad esempio, non hanno quasi mai alloggiato nelle strutture ufficiali delle gare, affittando un appartamento e cucinandosi da sé.

L’anno scorso hanno rinunciato alla trasferta americana di Copper Mountain e Beaver Creek. E poche settimane prima si erano separati dai genitori sulla strada verso Levi: Emma e Paul in auto dall’Austria alla Finlandia, quattro giorni di viaggio con l’attrezzatura, i ragazzi in aereo. Giusto per gravare di meno sulle 12 mila sterline spese in due settimane di trasferta per gareggiare sulla Levi Black.

Le spese annuali? Circa 220 mila sterline a stagione, 50 mila per un mese di preparazione in Nuova Zelanda. “E in giro per il mondo ci siamo sempre organizzati tutti e cinque con i turni. Le cose da fare erano troppe: gli allenamenti, i video, la preparazione degli sci, fare la spesa, cucinare” raccontava alcuni mesi fa Emma a skiplanet.eu. Ora l’era dei grandissimi sacrifici sembra finita. E i Carrick-Smith, forse, possono solo pensare a sciare.

I risultati dell’ultimo inverno

Luca Carrick-Smith ha chiuso un’intera stagione di esperienza in Coppa del Mondo, collezionando però un’uscita dietro l’altra in slalom.

Freddy, considerato il più talentuoso della famiglia, ha ben figurato in Coppa Europa, vincendo anche in gigante a Valloire. Ha esordito in Coppa del Mondo a Kranjska Gora e ha poi vinto la medaglia d’argento in slalom ai Mondiali Juniores di Narvik.

Tante gare e piazzamenti di rilievo anche per Zak, che si è concentrato più sulla Coppa Europa e sulle gare FIS in cui ha raccolto due successi, a Koralpe e a Berchtesgaden.

Tre fratelli ad alto livello nello sci? Noi italiani ci siamo passati. Prima coi quattro Bergamelli (Giancarlo, Sergio, Thomas e Norman) poi con le tre Fanchini (Nadia, Sabrina e l’indimenticata Elena).

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