Fié allo Sciliar, comune a due passi dalla splendida Alpe di Siusi, si aspetta grandi cose non solo da Anna, due volte iridata juniores lo scorso anno e già debuttante alle finali di Coppa del Mondo nel mese di marzo, ma anche da Nadine Trocker, la sorella maggiore.
Nadine è nata il 2 gennaio 2007, Anna il 23 dicembre del 2008. Tra i due talenti cresciuti nel Seiser Alm Ski Team corrono quasi due anni. Anna ha bruciato le tappe nell’ultima stagione, è balzata decisamente davanti nel palmares familiare e si è conquistata un posto in Squadra A. Ma anche Nadine vuole dir la sua e un altro anno in Squadra C potrebbe rappresentare il trampolino di lancio per stupire in Coppa Europa.
In attesa di ripartire giovedì con la Nazionale (c’è il raduno atletico di Livigno), Nadine passa le giornate a casa, a metter su forza in palestra. A seguirla più vicino da quest’anno per la parte di preparazione c’è Denise Karbon, mentre più defilato in attesa di farsi sentire sulle piste c’è il papà Arnold, mentore delle sorelle Trocker.
“A Ushuaia – dice Nadine, che in Argentina andrà dal 12 settembre al 6 ottobre con il resto delle giovani azzurre – vorrei fare un buon lavoro che mi consenta di crescere in Coppa Europa e provare a entrare nelle prime trenta”.

Da maggio Nadine, al pari di Anna, è entrata a far parte del Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro: sta seguendo il corso e presterà il giuramento a novembre.
Lo scorso anno ha trionfato nei giganti FIS di Solda e Seiser Alm e si è poi laureata campionessa italiana Giovani a Ravascletto. Tra le porte larghe ha avuto pochi rivali e i punti accumulati le hanno permesso di chiudere al quarto posto la classifica generale del Gran Premio Italia.
Nello slalom si è invece palesata qualche difficoltà di troppo, “soprattutto fino a metà stagione ho collezionato diverse uscite. In allenamento non ho avuto grossi problemi ma in gara ero troppo nervosa. Nello slalom è la testa che deve funzionare”.
Su cosa devi lavorare di più?
“Bisogna curare la precisione e provare a chiudere qualche manche in più in allenamento. Va trovata quella stabilità e solidità che ho attualmente in gigante”.
Nel gigante, del resto, ti trovi da sempre più a tuo agio…
“C’è più tempo per pensare e per correggere eventuali errori. Il gigante mi è venuto meglio fin da piccola ma questo non vuol dire che lo slalom non mi piaccia. Anzi…”.
Pensi già a dove potrebbe essere il debutto in Coppa del Mondo?
“Non c’è una pista in particolare per un evento a cui tutti sognano di partecipare. L’importante sarà arrivarci e qualunque location sarà bella. Certo, sciare a Plan de Corones a due passi da casa sarebbe proprio speciale. Lì mi sono allenata anche da bambina. E’ una pista molto difficile ma bellissima”.

Hai chiuso a giugno il tuo percorso di studi diplomandoti all’Istituto tecnico economico Raetia di Ortisei, indirizzo sportivo. E ora?
“Quest’anno mi dedicherò solo allo sport. Mi piacerebbe più avanti frequentare un’università online ma non ho ancora deciso in che ambito”.
In questi anni ne hai fatti di sacrifici: scuola distante a Ortisei, le trasferte con lo sci.
“Lo sport implica dei sacrifici e spesso stiamo via anche d’inverno. Significa che non puoi fare tutte le cose che fanno le tue amiche, a qualcosa devi rinunciare. Però arrivano anche delle belle soddisfazioni che ti ricordano il perché tu stai facendo determinati sacrifici”.
Parliamo del tuo rapporto con Anna: ma è vero che ha sempre cercato di copiarti?
“Sì, è vero. Fin da piccole, abbiamo sempre fatto tutto insieme, dentro e fuori lo sci. Essendo io la più grande, lei ha voluto fare le mie stesse cose ma si è sempre impegnata a fondo”.
Come hai vissuto la sua esplosione?
“Nessuno di noi si aspettava per la verità un percorso così veloce. Però mia sorella si merita tutto, ha lavorato tantissimo tutti gli anni. E’ chiaro che anche io vorrei essere al suo livello. I suoi risultati mi hanno stimolata e mi hanno fatto capire che quello che tu sogni a lungo è veramente realizzabile, si può fare”.

In cosa al momento è più forte?
“Tecnicamente nell’ultimo anno lei è migliorata tanto, soprattutto per come tiene gli sci sotto i piedi. E mentalmente ha dimostrato di essere forte e di saper reggere la pressione. Anna è una che non si risparmia mai. In allenamento fa cose in più, anche quando non è richiesto dagli allenatori”.
Ma c’è competizione tra voi?
“Quando eravamo più piccole sì, soprattutto alle gare. Adesso un po’ meno, poi nell’ultimo inverno ci siamo viste pochissimo per via dei differenti impegni”.
Caratterialmente sei sempre tu quella più introversa?
“Un po’ le cose sono cambiate, adesso c’è meno differenza tra me e lei. Abbiamo dei lati comuni e altri un po’ meno uguali”.
In gigante, visto quanto vai forte, anche tu potresti darle dei buoni consigli.
“Eh, lei viaggia tantissimo anche in gigante. Non saprei dire in quale delle due discipline sia più forte”.
Quest’estate avete avuto modo di passare più tempo insieme?
“Sì, abbiamo fatto tanto lavoro a casa dall’inizio di giugno. Qui poi abbiamo degli amici in comune, giochiamo a tennis, siamo state in montagna a fare delle camminate e il bagno al lago. In inverno ci capita di sciare insieme in campo libero e di pattinare. Quest’anno però non siamo andate al mare”.
Ma il fatto che si parli di Nadine più come “la sorella di Anna” ti dà fastidio?
“No, non mi fa stare male, assolutamente. Io faccio la mia strada, che non deve essere necessariamente la stessa di Anna. Cerco di lavorare giorno dopo giorno e di migliorare. Non devo concentrarmi su di lei, ma solo su me stessa”.
E in Squadra C che ambiente c’è? Hai legato con qualcuna in particolare?
“Ero dentro anche l’anno scorso e ormai conosco benissimo le ragazze. E’ cresciuto il numero delle altoatesine e ci troviamo bene, è un bel gruppo”.
I materiali?
“Da cinque anni scio con Head, mi sono trovata bene fin dall’inizio”.
Gli sci li prepara sempre papà Egon?
“Lo scorso anno sì, soprattutto quando le gare erano vicino casa. Però non è più come un tempo, dato che in Squadra C ho a disposizione, come tutte, gli skiman (Alessandro Grosso e Diego Pernechele, ndr)”.
