La grande vigilia e un pensiero ricorrente: Pinheiro Braathen può scalfire il dominio di Odermatt?

La campanella sta per suonare. Il primo giorno di scuola è finalmente arrivato, dopo sette mesi di trepidante attesa. A Solden i funamboli della Coppa del Mondo sono pronti a rompere il ghiaccio. Sul muro del Rettenbach si gioca a carte scoperte. E, si sa, chi ben comincia è a metà dell’opera…

Il viaggio, nell’anno dei Mondiali di Crans Montana, è di quelli tosti: quaranta gare per le ragazze, tre in più per gli uomini. A marzo, in quel di Sun Valley, si tireranno le somme e sapremo se sul trono ci saranno ancora Mikaela Shiffrin e Marco Odermatt o se saremo davanti a una nuova era.

La carne al fuoco

I temi sul piatto sono tanti. Shiffrin ha deciso di dedicarsi di più al gigante e al superG, a patto di rinunciare a qualche slalom. La scelta incoraggia le avversarie, a cominciare da Emma Aicher, polivalente che nel finale della scorsa stagione le è arrivata vicinissima e coltiva sogni di gloria più delle altre rivali che rispondono in primis ai nomi di Rast e Robinson, una delle tante stelle che ha cambiato materiali e si è accasata a Head, al pari di Kristoffersen, Innerhofer e Lara Colturi.

Emma Aicher in azione.


La Coppa femminile parte orfana di Lara Gut (il ritiro più eccellente insieme a quelli di Alex Pinturault e di Ilka Stuhec) e senza il contributo iniziale di Federica Brignone, Sofia Goggia (per entrambe ancora incerta la data del debutto e i reali livelli di competitività) e Marcel Hirscher, che ha ottenuto però una nuova wild card il cui regolamento ha fatto infuriare un paio di colleghi, a cominciare da Breezy Johnson.

Quello delle concessioni fatte ai grandi attori del Circo Bianco non è l’unico dei grattacapi per la FIS, alle prese con le polemiche sulla riduzione del peso degli sci in nome della sicurezza e con le dimissioni di Markus Waldner che ha lasciato vacante la sedia di race director delle prove maschili.

Dicevamo dei grandi assenti. A Solden (e per tutta la stagione) non ci sarà nemmeno Valerie Grenier, vittima del più grave infortunio della vigilia insieme a quello della velocista francese Camille Cerutti, oltre a Lindsey Vonn.

Lindsey Vonn in Coppa del Mondo.


La statunitense tra due settimane subirà un nuovo intervento chirurgico al ginocchio. Ha detto di voler tornare ancora una volta sugli sci, non si sa però se con indosso un pettorale. Non accadrà di certo quest’anno ma per non saper né leggere né scrivere la federazione americana l’ha comunque inclusa nella squadra nazionale.

Bentornata Petra, gli azzurri e i talenti da tenere d’occhio

Torna invece al cancelletto dopo due anni difficili e una tanto breve quanto impalpabile presenza a Milano Cortina Petra Vlhova, con rinnovata speranza di poter ritrovare nelle discipline tecniche lo smalto di un tempo.

E l‘Italia? Detto delle due punte di diamante, spera in un Franzoni-bis, nell’eterno Paris, nella continuità di Laura Pirovano, nel ritorno ad alto livello di Marta Bassino e nell’esplosione (Anna Trocker?) o rinverdimento di qualche grande talento perso un po’ per strada (vero, Vinatzer e Della Vite?).

Laura Pirovano a Kvitfjell.


A proposito di giovani promesse, ci si attendono conferme da atleti del calibro di Hallberg, Cannaferina, Anguenot e di quelli che vengono dopo: la 17enne Rowekamp, i norvegesi Grahl-Madsen e Kvael, il vincitore della Coppa Europa Lenz Hachler, la velocista svizzera Allenbach.

La sfida più grande

Ma il punto che più di ogni altro tiene sulle spine gli appassionati della lotta per la classifica generale riguarda il guanto di sfida lanciato apertamente da Lucas Pinheiro Braathen a re Odermatt, che va alla ricerca della sesta coppa consecutiva.

Braathen, più di McGrath e di Meillard, sembra avere le caratteristiche per poter accorciare il gap con lo svizzero pigliatutto. Il brasiliano, fresco di rinnovo con Atomic fino al 2030, l’anno scorso ha sfilato al rivale la coppetta di gigante (conquistando anche il titolo olimpico tra le porte larghe) e in estate si è allenato tanto in superG con l’obiettivo di poter accumulare punti anche quando la velocità supera i 100 km/h.

Lucas Braathen oro in gigante per Energiapura.


Odermatt, nel mese di agosto, ha dovuto smaltire un piccolo guaio muscolare e ha dichiarato di non sentirsi ancora al top a differenza di Braathen, segnalato come il più veloce nei test di settimana scorsa sul Rettenbach.

Anche Braathen ha a disposizione tre discipline su quattro. In comune restano gigante e superG, ma Odermatt in discesa non ha la stessa concorrenza che Braathen si ritrova in slalom, dove inanellare un filotto di vittorie è decisamente più complicato e soggetto a più variabili.

Il campione olimpico di gigante ha davanti a sé una sfida stuzzicante e impegnativa. Per battere Odermatt l’asticella deve inevitabilmente alzarsi e di molto. Le motivazioni per farlo non mancano, ma il dominatore delle ultime stagioni non è affatto intenzionato a cedere lo scettro. Chi la spunterà?

foto in apertura di Spiess / Red Bull Content Pool

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