Questioni di cruciale importanza per il futuro della federazione e delle competizioni sono state discusse oggi al Meeting FIS di Ginevra. Un’agenda ricca, alla vigilia della stagione 2026/27, la prima sotto la presidenza Ospelt.
La nuova dirigenza ha innanzitutto presentato un rapporto completo e trasparente sulla situazione finanziaria attuale della federazione.
La FIS rimane priva di debiti, ma ritiene non sostenibile la traiettoria finanziaria ereditata dalla precedente gestione: tra il 2021 e il 2025, il patrimonio netto di FIS è calato del 47%, passando da 81 milioni di franchi svizzeri a 43 milioni di franchi svizzeri.
Così il presidente Ospelt: “La federazione ha approvato misure strutturali già in fase di sviluppo per cercare di ripristinare la disciplina finanziaria, ricostruire la sostenibilità e proteggere il futuro a lungo termine della FIS e dell’ecosistema globale degli sport invernali”.
Niente Mondiali nel 2028
Il Consiglio ha poi preso alcune decisioni attese. Sebbene la FIS non abbia accantonato l’idea di organizzare i Mondiali anche negli anni pari non olimpici, ha per il momento accantonato l’idea di iniziare questo progetto già a partire dal 2028. Se ne riparlerà in chiave 2032.
Alcune misure in sede di Meeting FIS sono state prese per difendere la storica combinata nordica, stroncata dall’esclusione dai prossimi Giochi Olimpici. Si sta lavorando per modificare il format delle gare e rendere la disciplina più attrattiva.
Tra le idee al vaglio, regole più semplici, minutaggio delle gare ridotto entro i 60 minuti per adattarsi alle tv, la possibilità di far disputare dei testa a testa agli atleti, sullo stile delle sprint del fondo.
Attesissima era la decisione sulle wild card, che sulla base del regolamento approvato per il 2026-27 (vedi l’articolo 3.2.1) consentirà a Marcel Hirscher di tornare direttamente in Coppa del Mondo e di partire con il numero 31.
