La prima neve sta arrivando sulle Alpi. La Coppa del Mondo è ai nastri di partenza, mentre le tappe italiane del circuito maschile, come tradizione racchiuse nella finestra pre e post-natalizia, si preparano ad offrire delle emozioni impareggiabili. E’ sicuramente il caso della Stelvio, la mitica pista di Bormio considerata come una delle più dure al mondo.
Dopo un anno di pausa legato alla disputa dei Giochi Olimpici (a fine 2025 si gareggiò a Livigno) il 28 e 29 dicembre sarà di nuovo un grande spettacolo: tra i più attesi gli azzurri Giovanni Franzoni e Dominik Paris, entrambi sul podio (argento e bronzo) nella discesa olimpica dello scorso febbraio, che sono intervenuti per il Comitato organizzatore capeggiato da Fondazione Bormio, per ricordare cosa rappresenta per loro la Stelvio.
Paris, 7 volte vincitore a Bormio
“La Stelvio – ha detto Domme – è una pista bellissima sulla quale ho vinto parecchie volte e sulla quale ho colto tanti risultati fantastici e momenti speciali. C’è un rapporto di fiducia enorme, unico, è sempre un gran piacere per me gareggiare sulla Stelvio, non vedo l’ora che arrivi dicembre. In generale spero di essere competitivo, per ora tutto è andato nel migliore dei modi. Voglio andare forte per tutta la stagione, poi arriverà la Stelvio, sicuramente la pista sulla quale ho maggior fiducia, so come affrontare ogni passaggio della gara. E questo è già un bel vantaggio”.
“La difficoltà sulla pista è il coraggio di mantenere gli sci in discesa anche se ci sono le curve, e questo è molto difficile. Bisogna leggerla bene, perché se non attacchi le linee dove si deve attaccare perdi tantissimo tempo. Si parla sempre di Kitz, ma io dico che se un tifoso o un appassionato vuol vedere qualcosa di veramente tosto deve venire a Bormio. Un consiglio? Mettersi nella zona del Ciuk, si vede lo sciatore per parecchi secondi e si può vedere veramente quanto questa gara sia difficile”.

Franzoni: “Come Kitz e Wengen”
“La Stelvio è una pista che mi piace molto – ha detto il bresciano – insieme a Kitz e Wengen è la mia preferita. Sulla Stelvio mi diverto, è un tracciato tecnico, è una discesa molto impegnativa anche a livello fisico. In poche parole è una discesa vera. Avere avuto lì le Olimpiadi è stata una gran fortuna. Spero che si riesca a portare sempre più gente, più pubblico, perché tante volte non è considerata, per questo aspetto, come le altre “classiche”, Wengen e Kitz, ma il livello di difficoltà della pista è uguale”.
“Su questa pista ci vuole tanta gamba, perché è una pista sulla quale non puoi “mollare” mai, non hai tratti di scorrimento. È sempre preparata benissimo, è super ghiacciata e molto mossa e queste sollecitazioni fanno sempre tenere la struttura fisica molto in tensione, il sangue che pompa nei muscoli non riesce a “respirare” e a ossigenare. L’acido lattico entra in circolo in maniera importante. Oltre a quello ci sono passaggi dove conta l’intelligenza tattica, come può essere la Carcentina o Fontanalunga. È una serie di difficoltà e un insieme di cose che la rendono così bella, una delle più complete del circuito. Non vedo l’ora di ritornare a gareggiare a dicembre”.
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