Il Congresso della FIS alle porte: Eliasch contro tutti, anche Lehmann ha fatto un passo indietro

La temperatura continua a salire. La data dell’11 giugno si avvicina e la FIS è in piena tempesta. A pochi giorni dal Congresso di Belgrado che eleggerà il presidente della federazione internazionale per il prossimo quadriennio olimpico, Urs Lehmann ha deciso di dimettersi dalla carica di amministratore delegato della FIS, un ruolo che il presidente uscente Johan Eliasch aveva istituito per lo svizzero nell’agosto del 2025.

Eliasch e Lehmann sarebbero ai ferri corti da diverse settimane. E la frattura, alla vigilia di una tornata elettorale molto contestata da tutto l’ambiente dello sci, specie da quando si è cominciato a guardare con più attenzione ai conti finanziari, non appare più sanabile.


Ricordiamo che il presidente uscente, di passaporto svedese e britannico, aveva già fatto parlare di sé in sede di candidatura, quando non aveva ricevuto l’appoggio delle due federazioni di appartenenza per ricandidarsi al potere e in modalità last minute era riuscito a ottenere un nuovo passaporto georgiano.

Le critiche degli atleti e i bilanci preoccupanti

Nel frattempo le critiche all’attuale gestione della FIS continuano a piovere da tutte le parti. Contro il presidente Eliasch si sono espressi nelle ultime settimane diversi big della Coppa del Mondo, a cominciare da Marco Odermatt e Mikaela Shiffrin.

Johan Eliasch presidente della FIS.


Nell’occhio del ciclone ci sono i premi in denaro, rimasti piuttosto esigui (Eliasch aveva promesso di equipararli a quelli del tennis!) e pagati ormai in euro e non più in franchi svizzeri.

Una minaccia di boicottaggio in caso di rielezione di Eliasch è arrivata nelle scorse ore dagli storici organizzatori delle tappe di Wengen, Adelboden e Kitzbuhel.

Ma le polemiche più feroci sono state sollevate in merito alla fotografia economica attuale della federazione, con Christian Scherer, boss finanziario di Ski Austria, che tramite le pagine di Ski Racing Media, ha messo in dubbio gli ultimi bilanci approvati e invitato gli addetti ai lavori a concentrarsi non solo sui ricavi ma anche sui costi.

Secondo Scherer, ma anche secondo Diego Zuger, co-CEO di Swiss Ski, la sostenibilità e la solidità della FIS per l’immediato futuro potrebbero essere messe a dura prova, dal momento che il bilancio per il prossimo inverno mostra un deficit strutturale di 5,7 milioni di franchi svizzeri.

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