Il tributo di Sam Maes al Team Global Racing

“Anche le cose migliori hanno una fine”. Esordisce così Sam Maes, in un recente post sui social, per ringraziare (e tracciare un bilancio) dell’esperienza al Team Global Racing.

Il 27enne belga forse è la massima espressione della squadra che per tredici anni ha accolto gli atleti di Coppa del Mondo senza dimora nelle Squadre Nazionali e gli ha permesso di proseguire l’attività in modo più che dignitoso.

“Ho avuto l’opportunità, il privilegio e l’onore di fare parte del Team Global Racing – continua Maes – Chiamarlo team è riduttivo, perché per tutti noi ha rappresentato una famiglia. Abbiamo condiviso gli stessi sogni, la stessa passione, la stessa mentalità. Il gruppo fondato e portato avanti da Paul Epstein e il suo staff ha piazzato qualcosa come 20 atleti con risorse proprie nelle seconde manche di Coppa del Mondo”.

“Si chiude un capitolo per aprirne uno nuovo. Ma se non fosse stato per questo team, probabilmente non sarei arrivato dove sono in questo momento e mi sarei già ritirato”.

In attesa di ufficializzare il nuovo team di Maes, spesso e volentieri di stanza in Italia, ricordiamo che il belga è reduce dalla migliore stagione della carriera, sebbene abbia collezionato due uscite a Milano Cortina.

In Coppa del Mondo, il talento di Edegem ha lasciato il segno soprattutto in slalom gigante con otto top-20 e, tra questi, tre top-10: due sesti posti ad Hafjell e Schladming e un settimo a Copper Mountain.

Perché ha chiuso il Global Racing Team

Il Team Global Racing, fondato da Paul Epstein, americano delle Green Mountains trasferitosi un paio di anni fa con la famiglia in Austria, è stato sciolto dopo le finali di Hafjell.

Alla base della fine di questa bella storia ci sono esigenze sia personali che professionali. Epstein ha dichiarato che i numerosi impegni amministrativi e organizzativi del gruppo hanno sottratto tempo dall’attività di allenatore e dai doveri di padre.

“Il Team Global Racing si è fatto un nome in Coppa del Mondo, ricevendo rispetto. Voglio che sia ricordato così” ha detto Epstein.

Confermando che non ci sarà un seguito a questa bella storia senza precedenti nello sci alpino, dove atleti esclusi dalle proprie nazionali o appartenenti a piccole federazioni, in maniera del tutto indipendente e autofinanziandosi, sono riusciti ad esprimersi ad alto livello.


Il GRT ha rappresentato un unicum, dove atleti di diverse nazionalità hanno creato lo spirito giusto e si sono stimolati a vicenda nel loro percorso di crescita senza dover necessariamente competere tra di loro perché non dovevano giocarsi il posto in Nazionale.

Oltre a Maes e al nostro Simon Maurberger, che abbiamo intervistato qui all’indomani dell’addio alle gare, hanno fatto parte del Team Global Racing (versando una quota annuale di circa 50 mila euro ciascuno) atleti del calibro di Christan Borgnaes (Danimarca), Stefan Luitz (Germania), Marcel Mathis (Austria), Adam e Andrea Zampa (Slovenia).

La domanda che tutti si chiedono è la stessa: che fine faranno adesso? Ce la faranno con le stesse risorse a riorganizzarsi e a proseguire la carriera?

foto GEPA

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