Nessun reato ambientale: assoluzione per gli organizzatori della discesa Zermatt-Cervinia

Per due anni hanno sognato un opening della velocità senza precedenti, lavorando per disputare la prima discesa transfrontaliera della Coppa del Mondo: partenza in Svizzera, a Zermatt, e arrivo dall’altro lato del Cervino, in Italia, appunto a Cervinia.

Protagonista la pista Gran Becca: non se ne fece nulla, complice il meteo inclemente, né nel novembre 2022 né l’anno successivo. Al danno seguirono i grattacapi: il presidente del Comitato organizzatore Franz Julen era stato accusato di reato ambientale dalla procura di Aosta.

Secondo l’atto d’accusa, per quella gara di Coppa del Mondo sarebbe stata scavata in modo irregolare una buca di 330 metri di lunghezza e 8 di larghezza sul suolo italiano. Per Julen e tre suoi collaboratori erano stati chiesti tre mesi di custodia cautelare e 3.600€ di multa.

Gli imputati assistiti dall’avvocato Corrado Bellora nei giorni scorsi sono stati però assolti in via definitiva, essendo stati giudicati dalla Corte d’Appello di Torino in secondo grado e poi dalla Corte di Cassazione a Roma.

“Accolgo con grande soddisfazione questa sentenza definitiva della Corte di Cassazione di Roma – ha dichiarato alla stampa Franz Julen – Siamo sempre stati convinti di aver svolto i lavori sul ghiacciaio in modo lecito, nel rispetto delle autorizzazioni concesse e delle normative vigenti. Il fatto che ciò sia stato definitivamente e legalmente confermato da tutte le istanze in Italia offre chiarezza e certezza giuridica”.

La discesa da Zermatt a Cervinia è definitivamente uscita dai calendari di Coppa del Mondo ma Franz Julen è attualmente al lavoro sul progetto di portare comunque una discesa libera nel massimo circuito a Zermatt per marzo 2028.

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