Il 14 settembre 2026 sarà una data da ricordare. Si è corso a El Colorado, in Cile, ma a organizzare un doppio slalom gigante, per la prima volta nella storia, è stata la federazione uruguaiana.
Un nuovo paese dell’America Latina, dopo Argentina, Cile e il Brasile di Braathen si affaccia allo sci agonistico sotto l’egida della FIS, che ha avuto un ruolo fondamentale per lo sviluppo di strutture tecniche, standard di gara e un piano di lavoro a lungo termine.
In Uruguay non ci sono montagne né neve naturale. Per sciare bisogna andare sulle Ande e poi, nell’inverno boreale, in Europa o negli Stati Uniti. E su questo non ci piove. Eppure la nuova sfida lanciata dall’ASSU (Asociación de Ski y Snowboard del Uruguay) ha preso forma giorno dopo giorno e il sogno è ora diventato realtà.
“La geografia non definisce le nostre ambizioni – ha dichiarato il presidente della federazione, Joaquín Gallinal Carrau – Abbiamo passione, determinazione e persone disposte a creare opportunità dove prima non ce n’erano. Questa competizione è l’inizio di qualcosa di più grande: costruire una cultura degli sport invernali e creare un percorso per gli atleti uruguaiani che desiderano competere a livello internazionale”.
Nicolas Pirozzi Mayer sogna la Coppa del Mondo
Il nome più importante attorno al quale ruota il progetto è quello del 24enne Nicolas Pirozzi Mayer (Ski Club La Parva), atleta che a Milano Cortina ha riportato l’Uruguay ai Giochi Olimpici Invernali dopo 28 anni partecipando alle due prove tecniche disputate a Bormio, chiudendo 36° nel gigante e non completando la prima manche nello slalom.
Pirozzi, dopo essersi ben destreggiato in un paio di gare FIS in Europa nella scorsa stagione (9° a Baqueira Beret), è ora pronto per lo storico debutto in Coppa del Mondo.
Per la cronaca, le prime due gare organizzate dall’Uruguay a El Colorado hanno visto il successo della lussemburghese Gwyneth Ten Raa (sesta la giovane azzurra Ludovica Bianco Dolino) e dello svizzero Kevin Fritschi (decimo il “padrone di casa” Pirozzi davanti all’italiano Thomas Dalla Libera).
Il progetto uruguaiano non si fermerà alle prime due gare di campionato. La federazione “celeste” sta già cooperando con quelle argentine e cilene soprattutto per garantire l’accesso alle strutture degli atleti. Da cosa nasce cosa. E il sogno può continuare.
