Dai recuperi ai talenti da lanciare: quanta carne al fuoco nello slalom femminile…

La crescita da confermare e, se possibile, perfezionare. Gli infortuni da smaltire. Le nuove leve da catapultare. Sono almeno tre le ragioni per ritenere la prossima stagione cruciale per lo slalom speciale femminile.

Tanta carne al fuoco per una disciplina in cui l’Italia, storicamente, ha fatto fatica ad emergere e a portare a casa risultati significativi. Basti pensare che l’ultima vittoria in Coppa del Mondo è targata Chiara Costazza. E da quel pomeriggio di fine anno a Lienz sono ormai trascorsi 19 anni.

I profili da seguire – e su cui puntare – per la rinascita di un settore sono davvero tanti. E a guidarli potrebbe essere uno staff completamente nuovo. Si attende a giorni l’ufficialità relativa agli organici della Nazionale per il 2026/2027 e voci di corridoio dicono che potrebbe essere Luca Agazzi, negli ultimi anni al fianco di Sofia Goggia, ad assumere la carica di responsabile unico di slalom e gigante, mentre tra i pali stretti le ragazze potrebbero perdere l’importante figura di Giancarlo Bergamelli, pronto a spostarsi nel gruppo degli uomini.

Della Mea e le infortunate

A prescindere da chi gestirà il manico, il compito di trainare un gruppo pieno di potenzialità non sarà semplice, anche perché ci sarà una certa abbondanza.

Intanto bisognerà spingere sempre più in alto una come Lara Della Mea, reduce da diverse top ten (tra i pali stretti lo scorso anno ottava a Courchevel e sesta a Kranjska Gora) e atleta a cui manca poco per aspirare al podio.


Alle sue spalle c’è un terzetto che si augura di stare meglio dal punto di vista fisico rispetto agli ultimi mesi, proprio per cercare di accodarsi al salto di qualità compiuto da Della Mea: stiamo parlando di Martina Peterlini, Giorgia Collomb e Marta Rossetti, che si presenteranno in Sud America reduci da interventi chirurgici si spera risolutivi.

Da Trocker alle ragazze della Coppa Europa

E poi ci sono i prospetti da lanciare e allo stesso tempo maneggiare con cura. Il primo è quello di Anna Trocker, che dopo aver vinto il doppio titolo ai Mondiali Juniores di Narvik, ha dimostrato con il nono posto ottenuto alle finali di Hafjell di poter subito recitare un ruolo da protagonista anche con le grandi.


Un diamante così non va in alcun modo frenato ma buttato nella mischia senza però pretendere immediatamente risultati. Lo stesso discorso vale per Giada D’Antonio, che però si è infortunata durante i Giochi di Milano Cortina e dunque va reinserita con cautela (vedremo in quale progetto).


Infine ci sono le ragazze terribili della Coppa Europa, reduci da una stagione leggendaria. In slalom hanno guadagnato un pettorale fisso per la prossima Coppa del Mondo Alice Pazzaglia, che ha vinto la classifica generale e la coppetta di specialità, e Giulia Valleriani. Anche loro – oltre ad altri profili validissimi come Mondinelli e Sola – sono pronte a farsi spazio e a dare luce al proprio talento.

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