“Negli ultimi anni è cresciuto un passettino alla volta. Ed è andato a prendere quelli che gli stavano davanti”. A parlare, con un pizzico di orgoglio, è Erik Seletto. Il giovane Pietro, portacolori dello Sci Club Azzurri del Cervino, ha chiuso una stagione che l’ha consacrato tra i migliori Allievi del panorama nazionale (anche secondo la classifica Energiapura Series) grazie a risultati prestigiosi come i podi all’Alpe Cimbra Fis Children Cup e al Pinocchio sugli Sci, e al titolo italiano di slalom speciale.
Pietro, che in questi giorni è impegnato con gli esami scolastici (frequenta la Aksent International School, indirizzo Economia-Business), ha messo ottime basi per diventare grande e, magari, ripercorrere le orme di papà, protagonista in Coppa del Mondo negli anni ’90.
Erik, che stagione è stata quella di Pietro?
“Una bella stagione, che ha certificato la sua crescita regolare. All’Alpe Cimbra è stato bravissimo, piazzandosi terzo nel gigante con il pettorale 54. Poi è arrivato terzo in slalom al Pinocchio, dimostrando di essere competitivo a livello internazionale. E’ stato tra i migliori della sua categoria, si è giocato spesso le vittorie con Ceccarelli”.
Ai Campionati Italiani di Pila avrebbe potuto anche raccogliere di più.
“Oltre al titolo in slalom, va ricordato che in gigante è uscito quando stava andando fortissimo. E un po’ di rammarico c’è anche in superG, dove ha tagliato troppo e si è giocato la medaglia, chiudendo al quarto posto”.
Si può dire che il suo forte al momento sono le discipline tecniche?
“In slalom e in gigante è sul pezzo, non ci sono dubbi. In superG paga ancora il gap fisico. Quest’anno ha superato quota 60 kg e adesso pesa 63. E’ ancora piccolino rispetto a chi pesa 75-80 kg. Con le piste che si ritrovano a quest’età, è normale che trovi qualche difficoltà in più sui piani. Ma la velocità gli piace da matti”.
Da quando lo segui direttamente?
“Da tre anni, ovvero da quando ho chiuso la mia esperienza di allenatore all’interno della squadra francese di velocità che mi teneva lontano da casa più di 200 giorni all’anno. Dopo i Giochi di Pechino 2022, ho deciso di tornare per passare più tempo con lui, anche perché stava iniziando il delicato periodo dell’adolescenza”.

Alleni tuo figlio così come tuo papà allenava te: resta tutto in famiglia con i Seletto, generazione dopo generazione.
“E bisogna aggiungere che quando allenavo all’estero Pietro è stato seguito da vicino da mio fratello Alain. E’ uno zio fantastico ed è anche il suo primo tifoso. Anche Alain ha fatto una buona carriera, vincendo campionati italiani e gareggiando in Coppa Europa, sebbene non sia riuscito ad arrivare in Coppa del Mondo”.
Ma Pietro, sugli sci, somiglia a papà?
“Gli altri dicono di sì. Guardando bene le sue gare, direi che per carattere e fisico ci somigliamo. E’ forte, reattivo, veloce e salta parecchio. Deve mettere solo un paio di chili, ma succederà”.
Come vive lo sci?
“Con grande serenità. Fino a due anni fa giocava a pallone a Mondovì. Ma da bambino ha fatto di tutto prima di scegliere lo sci: nuoto, tennis, golf, arrampicata, atletica. In questi anni ha sciato da cittadino, salendo a Cervinia solo nei fine settimana”.

Su quali aspetti tecnici state lavorando?
“Pietro è già a buon punto, deve imparare a spingere di più. Passando di categoria, lascerà gli sci da junior e metterà quelli da adulto. Dovrà adattarsi alle nuove misure. Negli Aspiranti si ricomincia da zero. Nelle prime gare partirà con gli ultimi numeri. Ci sarà gente più grande, che gli starà davanti con pochi punti FIS. Dovrà imparare a domare le buche e soprattutto stare tranquillo. Non c’è fretta di arrivare, ancor di più oggi in campo maschile dove vediamo i primi risultati in Coppa del Mondo arrivare anche a 28 anni”.
Cosa prevede il vostro programma alla ripresa?
“Stiamo continuando a provare i nuovi sci a Cervinia, per il resto svolge la preparazione atletica con l’Atl. Mondovì, è aggregato al gruppo degli sprinter e dei saltatori. In estate faremo una ventina di giorni di ghiacciaio a Zermatt e a settembre andremo in Belgio su pista indoor dove riusciremo a lavorare sulla tecnica sempre alle stesse condizioni”.
Parentesi personale: oltre allo sci club, continua la tua collaborazione con la stazione sciistica cilena di Nevados de Chillán.
“Il progetto partito tre anni fa continua, adesso non è più necessario recarmi fisicamente sul posto. Gestisco la preparazione delle piste di velocità e organizzo gli allenamenti estivi delle squadre nazionali”.
