Quando si conquista il posto fisso in Coppa del Mondo, è come se si aprisse un nuovo capitolo della carriera. Vuoi mettere, dopo tanti anni di gavetta, la sicurezza di poterti schierare al via di tutte le gare del circo bianco e lavorare per un solo obiettivo? Questo piacevole status appartiene ora anche a Sara Allemand, neo aggregata alla fortissima squadra A della velocità femminile.
Sara, la Coppa del Mondo, avrebbe dovuto assaggiarla già un anno e mezzo fa. Ma durante le prove della discesa di Kvitfjell, rimediò una lesione del legamento collaterale mediale del ginocchio destro che di fatto rallentò la strada tracciata e la costrinse, nella passata stagione, a ripartire dalla Coppa Europa.
La piemontese di Bardonecchia, 26 anni compiuti sabato scorso e portacolori dei Carabinieri, non si è persa d’animo. E in pochi mesi si è ripresa tutto con gli interessi, affiancando una buona dose di grinta e voglia di tornare in alto alla classe che nessuno ha mai messo in dubbio. Ha vinto tre gare del circuito continentale (la discesa di Pass Thurn e i due superG di St. Anton) oltre alla classifica di specialità in superG. Nel frattempo ha finalmente esordito in Coppa del Mondo, andando a punti per ben quattro volte (Val d’Isere, Tarvisio, Soldeu, Val di Fassa) sempre oltre la 20esima posizione.
Inutile sottolineare come il 2026/2027 rappresenti per Sara Allemand la grande occasione di affermarsi, di scalare le gerarchie, di mettersi in scia alle compagne di squadra che negli ultimi anni hanno dimostrato di saper conoscere la ricetta della crescita graduale ma inesorabile.
Lei è carica e sta già cavalcando la chance. Tiene aperte le orecchie e accetta i consigli delle più esperte. Nel frattempo, dopo un periodo di preparazione a Livigno, è tornata a casa, in attesa di sciare a Cervinia a metà agosto e di partire, il 2 settembre, per Ushuaia.

Sara, cosa resta dell’ultima stagione dove hai vinto in Coppa Europa e non hai sfigurato in Coppa del Mondo?
“Dei bellissimi ricordi ma soprattutto la consapevolezza di aver aggiunto uno step in più alla mia crescita, soprattutto nel circuito dei big”.
Ti sei subito rimessa in carreggiata dopo l’infortunio del marzo 2025: con cosa hai dovuto fare i conti?
“Dal momento che mi sono fatta male in discesa, è normale che quando ho rimesso ai piedi gli sci lunghi un po’ d’ansia si è fatta sentire, ad esempio c’era da riprendere fiducia con i salti. Però ho avuto tutta l’estate e tutto l’autunno a disposizione per lavorarci e da metà stagione in poi sono riuscita a fare qualche bella gara in discesa, oltre a quelle in superG dove sono più a mio agio”.
Adesso ti senti più forte di testa?
“Ho la consapevolezza di essere lì, di poter recitare il mio ruolo in Coppa del Mondo su piste e velocità diverse. So che posso starci. Aver guadagnato un posto fisso per quest’anno, in questo senso, è molto importante per me”.
Quell’infortunio a poche ore dal debutto l’hai visto come un segno del destino?
“L’ho vissuto semplicemente come un episodio sfortunato. Non mi ero mai fatta male prima. Mi è dispiaciuto tantissimo, ma con il nostro sport va messo nel conto. Può succedere. E ho pensato subito a ripartire”.
Chi ti è stato vicino in quei momenti?
“La mia famiglia, gli allenatori, gli skiman, i fisioterapisti. Tutti quelli che seguono da anni il mio percorso”.

Ti aspettavi di rimettere tutto a posto così in fretta?
“Nella sfortuna posso dire di aver avuto un infortunio non gravissimo. Dopo tre-quattro mesi ero di nuovo sugli sci. E non avendo mai avuto infortuni precedenti, ho ripreso da una buona base e dalla continuità del lavoro. Bisognava solo ritrovare fiducia e il gesto tecnico”.
Alzare l’asticella in Coppa del Mondo a cosa equivarrebbe per te?
“A conquistare un posto tra le prime 30 nella startlist”.
Il superG resta il cavallo di battaglia?
“Le aspettative sono più alte. E’ la disciplina che mi viene naturale, forse perché provengo dal gigante e so tirare bene le curve. Il mio rapporto con la velocità pura è iniziato relativamente tardi. Ed è per questo che devo migliorare in discesa, in particolar modo sulla scorrevolezza nei piani”.
Come si rende al massimo in una disciplina come il superG dove non si effettuano le prove?
“Si lavora di visualizzazione. E si deve trarre il massimo dalle ricognizioni. Ogni punto deve essere memorizzato e ripassato insieme agli allenatori. In superG devi sapere esattamente cosa fare, non si possono avere dubbi prima di lanciarsi”.
Una pista di Coppa del Mondo con cui hai trovato un bel feeling?
“Per la prima volta ho gareggiato in Val d’Isere e mi avevano detto quanto fosse difficile. Io mi sono trovata a meraviglia, forse perché le condizioni della neve non erano così estreme quel giorno. Mi è piaciuta tanto. E’ tecnica, si gira, ci sono bei dossi. Ma anche quella del Passo San Pellegrino, quanto a fascino, non scherza”.

E a St. Moritz, dove hai esordito una settimana prima, cosa hai provato?
“E’ stata una giornata emozionante. Lassù i pensieri di ciò che era accaduto in Norvegia sono riaffiorati e non nego di aver avvertito un po’ di tensione. Però poi sono partita tranquilla. Ero contenta e me la sono goduta”.
Quali obiettivi ti dai per la nuova stagione?
“Punto sulla continuità. L’anno scorso, in alcuni parziali, ero da top 15 ma poi mancava l’esperienza in certi passaggi. Adesso bisogna colmare quel gap e sto lavorando molto dal punto di vista tecnico. In questo senso, il fatto di stare in un gruppo così forte e competitivo mi darà una mano”.
Com’è cambiata la sciata di Sara Allemand dai tempi delle giovanili?
“Non credo sia cambiata. Si è evoluta, di pari passo alla maturazione fisica e mentale”.
Che rapporto hai con i materiali?
“Da quattro anni sono con Rossignol e devo ammettere di aver azzeccato la scelta perché da quel momento c’è stata anche una svolta nei risultati. Sono una che si adatta e si affida agli skiman. Non ho esigenze particolari”.
Nel nuovo gruppo con chi hai legato di più?
“Ho avuto modo di frequentare le ragazze della squadra A già l’anno scorso, in occasione delle trasferte di Coppa. Sono sempre state super disponibili, soprattutto a dispensare consigli sulle piste. Io ho condiviso il percorso degli ultimi anni con Sara Thaler (altro posto fisso guadagnato con la vittoria della Coppetta di discesa in Coppa Europa, ndr) quindi in questo momento tra di noi c’è un legame speciale”.
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