Ha dovuto piegarsi prima alla schiena, poi alle volontà federali. I mesi alle spalle sono stati tutt’altro che facili per Vicky Bernardi. Ma la velocista della Val Badia non è una che si lascia abbattere.
L’esclusione dagli organici della Nazionale, lei che faceva parte della squadra B, ha certamente complicato i piani ma non ha intaccato gli obiettivi dell’azzurra che il 6 luglio compirà 24 anni.
L’ex vicecampionessa mondiale juniores di discesa, nell’ultima stagione capace di ottenere come miglior risultato un decimo posto nella discesa di Coppa Europa a St. Moritz oltre a quattro impalpabili apparizioni in Coppa del Mondo, si è già rimessa in carreggiata grazie al supporto dei Carabinieri e con il conforto di nuovi sci ai piedi: dopo dieci anni di Nordica, l’azzurra è passata a Salomon.
Vicky, ti aspettavi di restare fuori dalla squadra?
“Ho sperato fino all’ultimo di rimanerci ma un po’ me l’aspettavo. Il responsabile Damiano Scolari mi avrebbe tenuto ancora un altro anno ma c’è stato da fare i conti con il budget ridotto della federazione e con una squadra B un po’ più piccola. Viste le mie condizioni, credo sia stata una decisione giusta. Negli ultimi due anni ho fatto fatica”.

Come ti sei riorganizzata?
“Mi sto allenando con il Gruppo Sportivo dei Carabinieri. Per tre settimane sono stata sullo Stelvio, anche a discrete condizioni nonostante le alte temperature. Certo, non proprio la situazione migliore se penso al cambio dei materiali. Ho sci nuovi e devo fare tutto da sola. Prima si trattava solo di sciolinare e sistemare le lamine, ora bisogna occuparsene in toto, gli angoli, i fianchi. Per fortuna che a darmi una mano ci sono Simon Maurberger e Hannes Zingerle (freschi di ritiro dall’attività e subito arruolati come tecnici, ndr)”.
Sei passata da Nordica a Salomon. Prime sensazioni?
“Al momento ho ricevuto otto paia di sci nuovi, più avanti chiederò qualcosa anche per il gigante, disciplina in cui ho fatto tantissima fatica con il marchio precedente, avendo sviluppato una sciata tutta mia. Le potenzialità di Salomon le ho capite durante una giornata di test a Pozza di Fassa. Ho capito che stavo sciando in tutt’altro modo. Sullo Stelvio chiaramente non abbiamo fatto velocità pura, saprò orientarmi meglio quando andremo in ghiacciaio nei prossimi mesi”.
Ora come procede la tua preparazione?
“Fino ad agosto mi allenerò a La Villa con il mio preparatore Alex Verginer, che è ancora un azzurro del bob. Devo mettere a posto la schiena perché nelle due settimane trascorse in cima su neve molli il dolore è tornato. Scierò con i Carabinieri, ma mi hanno fatto sapere che dopo la trasferta in Sudamerica potrò aggregarmi al gruppo della Nazionale di velocità per la Coppa Europa e per me questo è importante”.
Ti è dispiaciuto lasciare la B?
“In un primo momento sì. Adesso sono più positiva perché nei Carabinieri c’è davvero un bel gruppo con ottimi allenatori. Con le new entry Maurberger e Zingerle il rapporto tecnici-atleti attualmente è uno a uno, senza dimenticare la presenza di Schmid che porta in pista tutta la sua esperienza. Sono sicura che sarà un’estate bella anche a queste nuove condizioni”.

Hai ancora 24 anni: pensi che la tua rinascita passerà dalla risoluzione dei problemi alla schiena?
“Sì e mettere la schiena a posto, come detto, è il mio primo pensiero. Andare avanti sapendo che se faccio un giro in più magari mi blocco è davvero difficile”.
Ma hai scoperto cos’è che non va?
“Ho un’ernia nella parte finale delle vertebre. Ma non è quello a darmi così fastidio. Sto continuando a indagare e su consiglio di Teresa Runggaldier e di altri atleti che hanno curato vari problemi, presto andrò in Germania a farmi vedere dal dott. Muller”.
Da quanto tempo soffri?
“Sono quattro anni, ma per la verità negli ultimi tre il problema si ripresentava una o al massimo due volte a settimana durante la stagione agonistica. Purtroppo mi è tornato a gennaio e non mi è più passato. E’ chiaro che vedi gli altri che gareggiano e non vuoi rimanere a casa. Quindi prendi gli antidolorifici, fai le infiltrazioni. Ma a lungo termine ho capito di non poter andare avanti così. Bisogna trovare la via risolutiva”.
Quanto ti senti distante dalla Vicky Bernardi che entrava tra le prime 20 in Coppa del Mondo a Cortina nel 2024?
“Sono molto distante, soprattutto mentalmente. Vengo da due anni difficili. Ho perso fiducia e motivazioni, ho pensato di aver passato un periodo d’oro che non potrà più succedere. E’ il cambio di materiali ad avermi dato una nuova spinta per tornare più forte. Se fossi rimasta con Nordica, non sarei stata così positiva”.

Dalle tue parole e dalla tua voglia di tornare competitiva si capisce perché il tuo allenatore storico, Massimo Longhi, ti ha sempre descritta come un tipino tosto e determinato, che quando si mette in testa una cosa difficilmente non la ottiene.
“Nello sci tutti passano delle giornate storte come è capitato a me. Anche quando le cose non vanno bisogna sempre trovarci qualcosa di buono per andare avanti. So bene quello che posso ancora dare in pista. E sono sicura che mi ripresenterò sui ghiacciai con il morale alto”.
L’obiettivo principale per la prossima stagione?
“Gareggiare in Coppa del Mondo sarà quasi impossibile, mi concentrerò sulla Coppa Europa, cercando di essere costante sia in discesa che in superG. Il gigante? E’ sicuramente una disciplina da ricostruire con attenzione. Tra le porte larghe ripartirò dalle gare FIS”.
