Prima a Limone Piemonte. Quindi a Livigno. E negli ultimi giorni a Pila, con il lavoro pronto a proseguire ancora per qualche settimana fino alla disponibilità degli impianti e approfittando delle ottime condizioni della neve. Marta Bassino è tornata sugli sci e lo ha fatto a meno di sei mesi dal brutto infortunio rimediato in Val Senales (frattura del piatto tibiale della gamba sinistra con interessamento del legamento collaterale mediale e del menisco) alla vigilia dell’opening di Solden costatole l’intera stagione olimpica. Niente di affrettato, anzi. L’iter riabilitativo procede secondo la tabella di marcia e per fortuna non ha registrato intoppi.
In Val d’Aosta, al fianco della portacolori del Centro Sportivo Esercito ci sono il coach Marguerettaz, lo skiman Bianchetti e il preparatore atletico della Nazionale, Luca Scarian, che l’ha seguita da vicino anche durante la riabilitazione al J Medical di Torino e al quale ci siamo rivolti per stilare un bilancio di questi nuovi primi passi mossi dalla campionessa di Borgo San Dalmazzo.
“Dopo aver riassaggiato la neve con il gigante – spiega Scarian – abbiamo fatto sì che Marta rimettesse ai piedi anche gli sci da velocità in modo tale da non dedicarci esclusivamente alla tecnica per vedere le risposte anche all’aumentare delle forze in gioco”.

“Finito questo blocco – aggiunge – Marta avrà qualche giorno di riposo e tornerà a lavorare sulla parte atletica, in modo tale da far respirare il ginocchio e rivalutarlo. L’idea è quella di sciare ancora per qualche settimana fino a quando sarà consentito, tenendo presente al massimo sessioni da tre giorni per poi tornare sulla parte atletica e di fisioterapia. L’aspetto importante, in questa fase, è mantenere l’equilibrio tra il tempo di lavoro sulla neve e il tempo di recupero”.
Luca, il ginocchio di Marta come ha risposto?
“Lei sta bene, siamo a sei mesi esatti dall’intervento, nei tempi prescritti dalla Commissione Medica della Fisi. E’ stato tutto azzeccato, la situazione è abbastanza lineare. E’ normale che qualche dolorino ci sia ma non è niente di preoccupante. Ecco, questi giorni servono anche per capire fino a dove è possibile sollecitare la gamba e capire più cose possibili in vista dell’inizio della preparazione vera e propria a fine maggio”.
Avete suggerito prudenza a Marta o lei ha chiesto di qualche accortezza da rispettare?
“Marta è molto tranquilla e non abbiamo parlato di alcun tipo di accortezza. Con gli sci veloci, le rotazioni coinvolte sono anche minori rispetto al gigante, ma aumentano le forze. Non le abbiamo chiesto niente di particolare, siamo in pista solo per effettuare dei test e riabituarci a quelle consapevolezze che l’atleta possiede appieno, avendo una tecnica sopraffina che non è stata di certo persa in questi mesi. Siamo davanti a un quadro abbastanza sereno. Per capirci, non c’è la fretta che abbiamo avuto con Federica Brignone da novembre in poi, avendo l’obiettivo delle Olimpiadi davanti. Qui c’è tutto il tempo per lavorare sui fondamentali e sull’esecuzione del gesto, senza stressare la ragazza”.

In questo senso ha aiutato il momento in cui si è verificato l’infortunio, occorso a fine ottobre con la riabilitazione completata a stagione finita.
“Assolutamente. Marta ha ottenuto il via libera per tornare ad allenarsi a cinque mesi e mezzo dal crac, quando ormai eravamo agli sgoccioli della Coppa del Mondo. Questo è servito anche a noi per avere il tempo di dedicarci completamente a lei”.
E le condizioni di aprile sono ideali per questo tipo di ripresa…
“Sì, è un bellissimo periodo. Arrivi in pista al mattino che non fa così freddo. Gli sci e gli scarponi tengono. Ci siamo detti: finché possiamo, sciamo, in modo da completare un mezzo ciclo e avere le idee chiare per l’estate. Ripartiremo con più tranquillità, sarebbe stato inutile rinviare tutto a giugno. Abbiamo colto una buona opportunità”.
Peraltro stiamo parlando di Marta Bassino, atleta di esperienza che devi tenere a freno perché conosce bene il da farsi.
“Ha raggiunto la piena maturità e all’inizio della stagione era gasata perché voleva dimostrare tanto. Purtroppo si è fermata a due curve dallo start, la delusione è stata cocente ma ben presto ha mostrato un atteggiamento propositivo di fronte a tutto ciò che avrebbe dovuto affrontare. Credo che tutto il sistema attorno a lei abbia funzionato alla perfezione, si è creato un bel connubio tra lei e l’intero staff che l’ha seguita in questo percorso”.
