Max Clara nuovo volto della B maschile: “Cultura del lavoro e battere se stessi”

Far parte della squadra B significa da sempre camminare su ponte che conduce un giovane di grandi speranze a diventare un atleta maturo e pronto per grandi palcoscenici. In questa terra di mezzo c’è da resettare tutto. S’inizia una nuova avventura. Bisogna saper cogliere i frutti di anni di sacrifici ma allo stesso tempo metterli da parte e rimettersi in gioco in una dimensione completamente diversa. Con le motivazioni a mille perché da qui passa uno di quegli ascensori che porta al “mondo” che conta. Sono questi i pensieri che passano per la mente di Max Clara tra un allenamento e l’altro nella palestra di San Vigilio, agli ordini del preparatore Simon Dalpoz.

Il classe 2005 del Kronplatz Ski Team è uno dei volti nuovi del team di Coppa Europa ufficializzato a fine maggio e ha compiuto il salto dalla squadra C in maniera abbastanza naturale, al termine di una stagione che nonostante un incidente di percorso lo ha visto protagonista nel Gran Premio Italia, dove ha chiuso al secondo posto sia la classifica assoluta alle spalle di Peter Corbellini che quella delle discipline tecniche.

Clara si è distinto soprattutto in gigante, vincendo per ben due volte sulla pista di casa, l’Erta di Plan de Corones. Ma ha dimostrato di saper andare forte anche in superG, vedi il successo a Pejo. Così è stato inserito, forse un po’ a sorpresa, nel gruppo delle discipline veloci. Anche se questo non dovrebbe significare trascurare le prove tecniche. “L’obiettivo è quello di portare avanti anche il gigante e lo slalom” assicura Max, al settimo cielo per la convocazione nel secondo gruppo della Nazionale ricevuta dal nuovo responsabile Andrea Truddaiu.

“Un po’ me l’aspettavo, anche perché ho ripreso ad andar forte anche dopo l’infortunio che mi ha tenuto fermo un mese fra gennaio e febbraio, a causa di una caduta a Pontedilegno dove mi sono stirato il legamento del ginocchio”.


Max, che esperienza è stata la stagione vissuta nella Squadra C?
“Direi molto positiva. Eravamo un bel gruppo, molto numeroso, ci siamo conosciuti e confrontati sin dai primi ritiri atletici fatti a Formia e Lignano, proseguendo per la trasferta estiva di Ushuaia e poi con i raduni in Val Senales e a Solda”.

A livello di risultati sei soddisfatto?
“Il progresso c’è stato. L’obiettivo, anno dopo anno, è quello di battere me stesso. Solo così posso avere possibilità di arrivare in alto”.

Hai già parlato con Truddaiu?
“Sì, ci siamo conosciuti a Les Deux Alpes, dove abbiamo fatto un mini raduno di sei giorni. Faccio parte del team velocità, ma mi ha confermato che non ci saranno problemi a portare avanti gigante e slalom. Non scierò solo sul dritto, anzi. In Francia ho conosciuto anche i nuovi allenatori Marsaglia e Canavese, mi sembrano in gamba. E per il gigante ritroverò Sentieri, con cui ho lavorato l’anno scorso nella squadra C”.

Cosa rimane degli anni trascorsi nella categoria Giovani?
“Sono stati cinque anni molto impegnativi. Nei primi due-tre ho fatto fatica a trovare il ritmo gara e perdevo tanti secondi. Poi c’è stato un cambiamento. Cominciare ad arrivare davanti ti motiva a dare sempre di più. Viene tutto di conseguenza”.

Qual è il tuo principale punto di forza oggi?
“La capacità di crederci sempre. Come ho detto prima, due-tre anni fa non ero un fulmine. Ma la cultura del lavoro ha portato i suoi frutti. Adesso sono in Squadra B e posso giocarmi le mie chance per fare qualcosa di importante”.


Dal punto di vista tecnico dove devi intervenire maggiormente?
“Il mio difetto di sempre è quello di tenere il piede destro un po’ troppo lontano e questo non mi permette di sfruttare al meglio la leva e fare le curve al meglio. Ma negli ultimi tempi credo di essere migliorato”.

Ti senti più gigantista al momento?
“Sì, assolutamente. Anche se ho capito che con un lavoro svolto come si deve posso fare grandi cose anche in superG”.

Quali sono i tecnici che hanno contribuito a far sì che Max Clara sia oggi un atleta che disputerà la Coppa Europa?
“Innanzitutto i miei allenatori di sempre, Willi Frontull e Klaus Castlunger. Ma mi hanno aiutato a crescere anche i tecnici del Comitato negli ultimi due anni, Enrico Vincenzi e Daniel Dorigo”.

Il tuo amico David Castlunger, altra bella novità della B maschile per le prove tecniche, ha detto che per la parte di preparazione atletica sei motivo d’ispirazione.
“In palestra ci alleniamo sempre insieme e ci tiriamo a vicenda. Lavoriamo e ci impegniamo tanto tutti i giorni, anche se non con troppi chili”.

Max Clara con l’amico David Castlunger.


Come te la cavi con la preparazione dei materiali?
“L’anno scorso facevo il set-up da solo ma mi dà una mano anche mio papà David, che da giovane faceva il promoter per Salomon, un’azienda che mi tratta bene e mi ha dimostrato grande vicinanza”.

Quali sono le condizioni di neve che preferisci?
“Come tutti preferisco la neve compatta. Ma sono uno che si sa adattare abbastanza”.

Se dovessi scegliere una pista per l’esordio in Coppa del Mondo?
“La Gran Risa, a trenta minuti da casa. L’anno scorso ho avuto la fortuna di essere apripista. Mi sono divertito un sacco. Ho provato grandi emozioni, è stata una giornata speciale”.

Un atleta a cui ti ispiri?
“Da bambino mi gasavo con le discese di Marcel Hirscher. Sognavo di essere come lui. Ma mi ispiro anche al mio compaesano Manfred Moelgg. Lo vedo, ci parlo spesso, provo a rubargli qualcosa”.

Obiettivi per la prossima stagione?
“Battere me stesso, fare degli step in avanti. E’ più importante pensare a sciare, i risultati arriveranno. E’ chiaro che bisognerà far bene per abbassare i punti FIS e migliorare i pettorali di partenza”.

Il ricordo più bello con gli sci ai piedi?
“La seconda manche del gigante GPI del Sestriere dell’anno scorso. Ho recuperato dal 20° al 5° posto. Non è stata una vittoria, ma quel giorno ho capito che un giorno avrei potuto gareggiare ad alto livello”.

Potrebbe piacerti anche...

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *