A Moena fa caldo, ma non troppo. L’adorato mare di La Spezia, la terra natìa, è distante e quest’anno ci saranno meno giorni a disposizione per frequentarlo rispetto alle ultime estati. Questo perché Lavinia Paci, ufficialmente da una settimana, fa parte della squadra C femminile.
Dopo una stagione caratterizzata dalle tre medaglie ai Campionati Italiani Aspiranti (oro in discesa, argento in gigante e superG) la 17enne trentina, tesserata per il Centro Sportivo Esercito e cresciuta nello Sporting Club Campiglio sotto l’ala protettrice di papà Guido, ha cominciato la preparazione atletica al pari delle compagne in azzurro ed è attesa da una serie di raduni che la porteranno poi a sciare in Argentina in vista di una stagione ricca di nuove esperienze.
All’orizzonte però non ci sono sogni né voli pindarici. Lavinia è una consapevole dei sacrifici che sta facendo e ora che il gioco si fa duro preferisce andarci cauta, focalizzandosi sul qui e ora e sui prossimi progressi piuttosto che pensare a chissà quali traguardi.

Lavinia cosa significa per te essere arrivata in squadra?
“Sicuramente è un punto di partenza e non d’arrivo. Non me l’ero posto come obiettivo, ho pensato solo a dare il meglio”.
Cosa state facendo in questi primi giorni di raduno a Moena?
“Lavoro atletico, cose nuove rispetto al passato dopo anni in cui magari uno fa alcuni esercizi per abitudine. Cambiare ambiente serve a introdurre nuovi stimoli e in questo caso a portare a casa spunti e consigli da sottoporre al mio preparatore”.
Entriamo più nel dettaglio.
“Stiamo lavorando innanzitutto in palestra, curando la parte alta e bassa ma anche la teoria, che spesso manca ma è una componente importante per non commettere errori durante gli esercizi. Lavorare correttamente previene anche il rischio di infortuni”.

E poi?
“E poi lavoriamo in pista: ripetute, intervalli, test sui 1500. Abbiamo messo i roller e fatto un lavoro aerobico.
Infine un po’ di ginnastica artistica, che conosco bene per averla praticata a lungo. Ti dà delle basi fondamentali sull’equilibrio e lo stare in aria. Tra due settimane, dal 7 al 17, penso che inseriremo anche la piscina nel secondo raduno di Lignano”.
Quando dicono che Lavinia Paci è una promessa dello sci come reagisci?
“Lo scrivano pure ma non mi faccio condizionare. Ho solo 17 anni, non so cosa mi riserverà il futuro. Devo rimanere umile e andare avanti per la mia strada”.
Nell’ultima stagione sei stata protagonista ai Campionati Italiani: sono state quelle gare a darti la consapevolezza del percorso?
“In realtà era già da qualche settimana che sciavo meglio dell’inizio stagione, soprattutto in allenamento, dopo aver consolidato alcuni aspetti tecnici che non avevano funzionato all’inizio. Ai Tricolori ci sono arrivata senza aspettative, ho pensato a sciare meglio che potevo e ad essere concentrata sugli obiettivi. In discesa ho vinto su una pista facile che non mi si addiceva particolarmente, sapevo che ci potevano essere avversarie che su quel genere di pista potevano essere pericolose. L’argento in gigante mi ha dato particolare soddisfazione, credo di aver interpretato la gara con il giusto atteggiamento mentale e tecnico.
La settimana successiva ho poi raccolto anche un ottimo piazzamento agli assoluti di Sestriere, ottava. Mancavano molte big, partivo nel primo gruppo, pista perfetta, sono stata anche fortunata. Avrei potuto fare meglio la seconda manche, mi è mancata un pizzico di esperienza”.
La tua amica Laura Pirovano si è fatta sentire negli ultimi tempi?
“Abbiamo sciato insieme una settimana a Les Deux Alpes alla fine di maggio. Al di là dell’amicizia che ci lega, è sempre bello potersi confrontare in pista ma soprattutto nel dopo sci con una persona che ha moltissima esperienza in più di te. È sempre prodiga di preziosissimi consigli”.

Hai avuto modo di confrontarti con il nuovo staff tecnico della C?
“Ho conosciuto ai test atletici il doc Lorenzi ma è stato più un incontro collettivo dove ha spiegato un po’ quello che ci aspetta in questa stagione a livello di programmazione. A Moena qui c’è Michelangelo Tentori, il responsabile del nostro gruppo, e Luisa Chiesa la nostra responsabile della preparazione atletica, mi sembrano due brave persone. Un passo alla volta, ci sarà tempo per conoscersi meglio e poter lavorare bene insieme”.
Ti senti più gigantista?
“Il gigante è il mio pane, nonostante mi piacciano anche le discese e la velocità. Lo slalom? Proprio non mi riesce… (ride, ndr). Ho ancora tante difficoltà, non riesco a trovare il ritmo”.
Una qualità che sei riuscita a perfezionare nell’ultima stagione?
“Soprattutto negli ultimi mesi ho messo a frutto il lavoro fatto sul bacino, sono un po’ pigra da quel punto di vista, anche se qualche risultato si intravede all’orizzonte”.
E un difetto che stai provando a correggere?
“Non entrare in curva troppo presto ma soprattutto non ruotare il bacino in ingresso curva”.
Una pista di Coppa del Mondo che ti stuzzica?
“Forse Solden. Quel muro finale ti dà energia”.

Ma a scuola come va?
“Frequento l’Istituto Lorenzo Guetti di Tione di Trento, indirizzo Finanza e Marketing, un’ora di autobus o mezz’ora di macchina da Campiglio. Ho appena finito il quarto anno, ho sempre pensato di cambiare scuola e andare nel privato ma poi non l’ho mai fatto perché in realtà riesco comunque a cavarmela nonostante le tante assenze. L’anno scorso, un centinaio”.
I prof ti vengono incontro?
“Si, tantissimo. Sono fortunata. Però ci metto del mio. Quando sono a scuola, ci sono con la testa. Le materie mi piacciono: economia, economia aziendale, diritto. Le capisco in tempi brevi e ci sto dietro”.
Riesci a tornare a La Spezia, il posto in cui sei nata?
“Si, tra questo ritiro di Moena e il prossimo di Lignano farò una scappata in Liguria. Quando in federazione mi hanno detto che a fine luglio sarei dovuta partire per Ushuaia mi è arrivato un colpo al cuore. Il Trentino è bellissimo, ma io, sembrerà strano, preferisco il mare”.
Hobby?
“Il mare, appunto, e la lettura, anche se meno d’inverno perché arrivo alla sera sempre molto stanca. Mi piace anche giocare a tennis e a padel, non sono però bravissima. In generale sono una che difficilmente passa un giorno senza far qualcosa”.

Hai detto di aver praticato a lungo la ginnastica.
“Fino a otto, nove anni la ritmica. Prima a Spezia, poi a Udine nell’anno che con la mia famiglia eravamo a Tarvisio. A Campiglio ho fatto anche acrobatica e artistica. Ma poi ho scelto lo sci, lo sport di casa. In famiglia, sciamo tutti. Prima di me anche mio fratello Gianmarco ha fatto parte della squadra C maschile. Luca il più piccolo, sta muovendo i primi passi nelle gare Children”.
Com’è stato in questi anni il rapporto con Guido, il papà allenatore?
“Difficile ma bello. Ritengo sia stata una fortuna enorme. Non abbiamo caratteri semplici, io logicamente avrò preso da lui. Perciò capita di essere spesso in disaccordo. Però rispetto al passato ho meno timore a confrontarmi. Quando qualcosa non va, ho imparato di più a dare la mia versione e ad argomentare le mie ragioni”.
Cosa ti piacerebbe che si realizzasse il prossimo anno?
“In linea di massima sarebbe importante mettermi in gioco nel circuito continentale, dopo le due gare d’esordio lo scorso anno dove ho visto una differenza abissale con le gare a cui era abituata. Serve uno step in più per essere competitiva, centrare un risultato che mi consentisse di prendere i primi punti sarebbe un risultato incredibile ma serve lavorare duro e migliorare. Poi quello che viene, viene. Faccio uno sport super sacrificante e mi chiedo spesso “ma chi me lo fa fare?”. Non ci sono certezze per il futuro, non penso sia utile darsi obiettivi troppo a lungo termine”.
