Alexander Prosch e il nuovo corso dei gigantisti: l’obiettivo è togliere pressione al gruppo

Sono passati 14 anni dall’ultima vittoria di un italiano in uno slalom gigante di Coppa del Mondo: Max Blardone a Crans Montana. Ma il punto, nelle ultime stagioni, non è stato quello di occupare o non occupare il gradino più alto del podio. Ma quello di essere un minimo competitivi. In troppi non hanno tenuto fede al proprio talento. Anche il podio di Alex Vinatzer a Beaver Creek all’alba della scorsa stagione è stata, ahinoi, solo un’illusione. Per risollevare la specialità in estate c’è stata l’ennesima rivoluzione dello staff tecnico. A occuparsi del gigante è ora Alexander Prosch, affiancato proprio da Blardone, mentre a seguire da vicino gli slalomisti – anche loro in panne da diverse stagioni – sono Davide Marchetti e Giancarlo Bergamelli.

Prosch è reduce dalla proficua esperienza con il gruppo dei giovani velocisti che fino all’anno scorso facevano parte del WC2 e che adesso sono approdati nella squadra principale di Coppa del Mondo.

“Il mio lavoro lì era finito – ammette Prosch – Ho portato al piano di sopra quei ragazzi che ora si allenano all’interno di uno staff valido e vincente come quello di Lorenzo Galli. Ho raggiunto il mio obiettivo e si è aperta una nuova strada. Mi è stato chiesto di allenare i gigantisti, visto che gli ultimi allenatori avevano mollato il gruppo a metà stagione. So di essere arrivato in una squadra complicata. E per questo le motivazioni sono tante. E’ una bella sfida che mi sono sentito pronto di raccogliere. Avendo già allenato i gigantisti in Coppa del Mondo, so cosa mi aspetta”.


Gli azzurri sono rientrati la scorsa settimana dal ritiro di Ushuaia. Tutto è andato per il verso giusto e ora, dopo qualche giorno di stacco, sono pronti per tornare sugli sci. Gli slalomisti andranno a Wittenberg in ski dome, i gigantisti dovrebbero muoversi tra Stelvio e Val Senales, sperando che arrivi il freddo che consenta di preparare al meglio la Leo Gurschler.

Alexander, com’è andata a Ushuaia?
“Quest’anno abbiamo leggermente anticipato il periodo della trasferta in modo tale da poter cominciare il prima possibile a fare sul serio. Abbiamo trovato un po’ meno neve ma comunque dura e compatta, ideale per svolgere il nostro programma. Ushuaia, anche dal punto di vista logistico, è sempre una garanzia”.

I ragazzi come stanno?
“Non ci sono stati intoppi. Il gruppo ha funzionato e ciò che conta è che tutti stanno bene fisicamente. L’assenza anche del piccolo acciacco è determinante per rendere al massimo, per questo è stata data la massima importanza alla preparazione atletica estiva. Siamo a buon punto e siamo tornati con tanti chilometri nelle gambe”.

Come hai visto Vinatzer?
“Ha lavorato bene e ha cominciato a fare cose interessanti. Con lui stiamo provando a cambiare l’approccio mentale all’allenamento. Il focus è sulla sciata e non sul risultato. Bisogna togliere pressione perché poi quando indossi il pettorale tutto cambia”.

Alex Vinatzer si allenerà allo Stelvio.


Ci aspettiamo da tempo un segnale anche da De Aliprandini e Della Vite.
“I due veterani hanno voglia di fare risultato e fanno da traino per il resto del gruppo. Chiaramente devono avere un occhio di riguardo per la parte fisica che in passato ha dato problemi”.

E Borsotti?
“Anche lui sta bene. Il problema all’anca è risolto e in Argentina ha lavorato senza interruzioni”.

Nelle prime due settimane di ritiro con voi c’era anche Giovanni Franzoni.
“La sua presenza ha aggiunto qualità. Averlo è un vantaggio. Per migliorare nella velocità ha bisogno di allenarsi seriamente in gigante. Lui ha un programma personalizzato. L’obiettivo è quello di fare la spola tra i due gruppi e di volta in volta decidere cosa serve di più. E’ chiaro che una preparazione di gigante fatta bene potrebbe consentirgli di centrare dei risultati molto utili in chiave Coppa del Mondo, che è poi la finalità di questo nuovo progetto su tre discipline”.

Lo vedremo a Solden?
“Vediamo. Deve ancora rientrare dal Cile, se si sentirà bene sì. Con i 500 punti, partirebbe con il numero 31. Una bella possibilità”.

Giovanni Franzoni a Kitz.


A proposito di Rettenbach, i posti a disposizione per l’Italia saranno sette.
“Se Franzoni sarà al via, siamo completi con Vinatzer, De Aliprandini, Della Vite, Castlunger, Borsotti e Talacci. Se si dovesse liberare un posto, chiaramente guarderemo giù al gruppo di Coppa Europa”.

Lavori da un paio di mesi con questa squadra: secondo te cos’è mancato a questi ragazzi negli ultimi tempi?
“Credo l’approccio alla gara, perché il lavoro tecnico non si discute. I nostri azzurri non rendono per quello che potrebbero. Bisogna dargli fiducia e farli stare tranquilli. Se in gara sciassero come in allenamento allora avremmo fatto un grande passo in avanti. Stiamo provando a tenere il focus sul gesto tecnico e non sulla prestazione. Nelle prime riunioni a giugno tutti parlavano di risultati. Chi doveva arrivare tra i primi dieci, chi tra i primi trenta. Questo modo di pensare va completamente rifondato. Bisogna togliere pressione”.

Nello staff tecnico c’è anche Massimiliano Blardone. Come procede il suo inserimento?
“Una risorsa in più, un atleta vincente che sta mettendo a disposizione del gruppo passione ed esperienza. Lui sa come si fa a vincere e questo può essere un punto a favore per un gruppo che da anni sta cercando di trovare una strada”.

foto FISI

Potrebbe piacerti anche...

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *