La luce in fondo al tunnel. Andreja Slokar sta tornando lentamente alla normalità. Dopo un altro grave infortunio e una prima parte di recupero abbastanza tribolato, la slovena è attesa da un’estate di duro lavoro che, se tutto andrà per il verso giusto, le consegnerà il biglietto per le prime gare della prossima stagione.
Una stagione che nell’immaginario della forte 28enne slalomista guidata da un team completamente italiano dovrà segnare l’ennesima rinascita, lei capace di vincere due volte in Coppa del Mondo ma impossibilitata, a causa degli infortuni, a dare completo sfogo al grande talento consegnatole da Madre Natura.
Ma come sta adesso? Lo abbiamo chiesto direttamente al suo allenatore Stefano Costazza, che la scorsa estate, dopo aver concluso la sua avventura in Fisi, è entrato a far parte dello staff personale di Andreja Slokar di cui facevano già parte lo skiman Luca Valenti e il preparatore Andrea Massi.

Una parentesi di lavoro sugli sci durata appena quattro mesi, prima del crac al legamento crociato del ginocchio destro (nel 2022 si era invece rotto il sinistro) accaduto lo scorso 6 novembre.
Stefano, che periodo ha passato Andreja negli ultimi mesi? Lei, sui social, lo ha definito con più bassi che alti.
“Ci sono stati dei problemi di gestione del recupero, a tre-quattro mesi dall’intervento. Qualcosa non andava, il dolore era intenso, il ginocchio non rispondeva e si gonfiava. Non riusciva a eseguire il programma di riabilitazione e non si capiva il motivo. Abbiamo allora deciso di appoggiarci al J Medical di Torino e pian piano gli allarmi sono rientrati. Lì hanno cambiato approccio al lavoro. Andreja ha perso per strada un mesetto di recupero”.
La scorsa settimana ha rimesso gli sci ai piedi.
“Abbiamo lavorato due giorni sullo Stelvio in campo libero. Il primo approccio è stato positivo. Il ginocchio si è gonfiato ma questo rientra nella normalità. Tutto procede per il meglio e adesso lei è tornata in Slovenia per la preparazione atletica”.
Cosa prevede ora il programma estivo?
“La preparazione atletica sarà interrotta solo da una settimana di raduno sugli sci. Bisogna considerare che da questo punto di vista lei è indietro rispetto alle altre. In base poi alle sensazioni sugli sci valuteremo se andare a Ushuaia”.
Hai comunque la sensazione di avere tra le mani ancora un grosso potenziale?
“Assolutamente sì. Stiamo parlando di una ragazza che ha grandi numeri per lo slalom e se recupererà bene dirà sicuramente la sua nelle prossime stagioni di Coppa. Lo slalom resterà l’obiettivo primario, ma non trascureremo il gigante”.

Sei riuscito a lavorare solo un paio di mesi al suo fianco prima che s’infortunasse. Da dove si riprende un percorso interrotto?
“Quando c’è un grave infortunio di mezzo qualcosa deve essere senz’altro rivisto. Adesso bisognerà ricominciare con cautela e vedere come Andreja reagirà al prossimo raduno, quando utilizzeremo anche i pali nani. Anche se dovessimo andare in Argentina, prevarrà un approccio morbido al lavoro”.
L’obiettivo è presentarsi al cancelletto di partenza già a Solden?
“Questo lo valuteremo. Se così non fosse, rientrerà sicuramente a Levi”.
E tu come hai trascorso questi mesi in cui non hai potuto esser in pista con Andreja?
“Quando lavori con una sola atleta c’è il rischio che si fermi tutto se arrivano gli infortuni. Non nego di aver ricevuto diverse proposte. Ma in attesa del recupero di Andreja, ho lavorato al Passo San Pellegrino per la tappa di Coppa del Mondo e devo dire che è stata una bellissima esperienza che mi ha permesso di imparare cose nuove”.

Una grande delusione l’anno scorso, per una stagione che di fatto non è manco cominciata, ma una nuova sfida che comincia adesso: riportare in alto una grande interprete della specialità.
“Ho tanta voglia di riprendere il discorso interrotto in autunno e ci sono grandi motivazioni da entrambe le parti. In inverno ha avuto dei momenti di down, ma ora Andreja non vede l’ora di ripartire e di andare avanti”.
Ultima battuta sullo slalom femminile italiano: sembra che il vento possa cambiare.
“Vedo segnali molto positivi. Sembra che Della Mea, ma anche Peterlini prima di farsi male, abbiano alzato il livello e dato il massimo. Poi ci sono altre giovani come Collomb e Mondinelli che possono ancora crescere. Ed è in arrivo Anna Trocker. Sì, qualcosa si muove”.
foto Andreja Slokar Team
