Barbara Merlin e la Pirovano che verrà: “Si è tolta di dosso i fantasmi, non sarà difficile riconfermarsi”

Mentre sono in via di definizione i calendari della prossima stagione non si è ancora spenta l’eco di quello che la Nazionale ha saputo raccogliere in dirittura d’arrivo in Coppa del Mondo dopo i fasti di Milano Cortina.

Il colpo di coda di Laura Pirovano resterà nella storia dello sci azzurro. E guardando al futuro, con l’imminente inizio della preparazione, la 28enne trentina, conquistando la Coppa di discesa, con ogni probabilità entrerà a far parte del team élite affiancandosi a Federica Brignone, Sofia Goggia e Marta Bassino. Il giusto premio all’esplosione definitiva di un talento che ha saputo con pazienza aspettare il proprio momento.

Di Laura abbiamo parlato con Barbara Merlin, l’ex sciatrice protagonista negli anni ’90 e in seguito anche in cabina di commento tra Mediaset, Sky e Rai. La piemontese spesso e volentieri si è ritrovata nel corso della carriera ai piedi del podio, subito alle spalle delle migliori interpreti dell’epoca.

“Laura mi piace sia come sciatrice che come ragazza – perché è sempre stata umile e pacata – la premessa di Barbara Merlin, che quest’anno ha dato le dimissioni dalla presidenza dello Sci Club di Sauze d’Oulx pur restando in Consiglio – Fino alle Olimpiadi mi sono rivista molto in lei. Anche io sono stata famosa per i quarti posti e per le medaglie di legno, la più clamorosa ai Mondiali di Sierra Nevada nel ’96. In pochi si ricordano anche dei miei quinti e sesti posti. La storia di Laura, fino a febbraio, coincideva con i miei piazzamenti”.


Ma a marzo tutto è cambiato.
“A differenza di me, lei ha realizzato il sogno. E’ successo tutto in una volta: tre vittorie e la Coppa di specialità vinta da fuoriclasse. Nelle ultime gare è stata fantastica. Ha dimostrato di avere i nervi saldi nel momento più delicato”.

Oltretutto provenendo da un altro piazzamento a Milano Cortina.
“Il suo finale di stagione assume un valore maggiore proprio per quello che era successo ai Giochi. Avrebbe potuto anche mollare di testa. Invece ha avuto carattere e ha portato tutto quello che c’era da portare a casa nel finale. Ha messo un punto esclamativo al suo percorso”.

Si è anche trovata nel posto giusto al momento giusto.
“Fino alle Olimpiadi la Coppa aveva preso la strada dell’America perché la Vonn era incontenibile. Ma lo sport è così, devi arrivare alla fine. Gli infortuni, negli ultimi anni, sono all’ordine del giorno. Laura era lì. Nelle ultime gare c’erano anche le altre che avrebbero potuto vincere. Ma ha vinto lei”.

Peraltro è una delle migliori dal punto di vista tecnico, come dimostrano gli intermedi nei tratti più difficili delle piste.
“Anche in questo mi rivedo in lei. Nelle curve ero brava, mi chiamavano spigolino. Non è un caso che sono andata a podio alle finali di Bormio, nell’unica occasione che le donne hanno sciato sulla Stelvio, e a Cortina. Laura per la verità è un po’ penalizzata perché nelle ultime stagioni le parti tecniche sono inferiori, però lei ha fatto progressi anche sul piano della scorrevolezza. Le vittorie a Passo San Pellegrino lo dimostrano. Lì ci sono dossi e curvoni da percorrere ad alta velocità. E li ha affrontati con classe”.


Da un punto di vista del personaggio, Pirovano è molto diversa da Sofia Goggia e Federica Brignone. Ma gli italiani dovranno affezionarsi anche a lei d’ora in avanti…
“Non sarà difficile. Siamo di fronte a un’atleta carina, che sprizza simpatia, piacevole da ascoltare durante le interviste. Somiglia più alla Bassino. Ecco, abbiamo delle fuoriclasse in contrapposizione. Sofi e Fede sono due dive, lei e Marta, attese al rientro, sono più riservate. E, a proposito di gigante, Laura potrà dire la sua. Lavorando sulla tecnica può fare bene tre specialità. Aumentare le dosi di gigante le tornerà utile per le prove veloci, vedrete”.

Negli ultimi anni, per raggiungere questi risultati, le sarà anche tornato utile far parte del gruppo in cui ci sono dei numeri uno come Federica e Sofia…
“E’ un qualcosa che nella nostra epoca non c’era. Avere un punto di riferimento, un traino di quel livello è fondamentale. Se ce l’hai in casa e ti ci alleni, allora hai grandi occasioni di crescita. Laura è stata abile a prendere di buono quello che vedeva dalle altre. Ma poi ci ha messo del suo”.

Ora viene il bello: come sarà secondo te la stagione della riconferma?
“Non credo che per lei sarà difficile riconfermarsi. Non è una che si mette pressioni. Ormai conosce il suo valore e abbiamo visto cosa è stata capace di fare la settimana dopo le Olimpiadi. Anzi, credo che le ultime vittorie l’hanno resa più leggera. Ormai ha vinto, s’è tolta di dosso i fantasmi che potevano aleggiare su di lei dopo tutti quei piazzamenti. Laura si è sbloccata”.

E le rivali?
“Saranno come sempre agguerrite. Potrebbe rientrare la Gut e vedremo cosa deciderà di fare Brignone. Sì, potrebbe avere più concorrenza. Ma lei è la detentrice della Coppa e nessuno nella scorsa stagione le ha regalato niente”.

Federica Brignone in azione.


Come vedi la situazione della squadra femminile?
“Nella velocità, con Laura, abbiamo diverse punte. Vedremo come si ambienterà anche Sara Allemand, che ha vinto la Coppa di superG in Coppa Europa e si è guadagnata il posto fisso. E’ chiaro che non dobbiamo dormire sonni tranquilli, i cambi generazionali sono difficili da ammortizzare. Però con le donne siamo più avanti rispetto al settore maschile”.

Anche nelle discipline tecniche.
“Sono curiosa di vedere cosa combineranno le ragazzine terribili reduci da una grande stagione di Coppa Europa. Senza dimenticare Giada D’Antonio e soprattutto Anna Trocker. Hanno dimostrato grande carattere”.

Come sono oggi le giornate di Barbara Merlin?
“Molto impegnative, soprattutto d’inverno dove ci sono da gestire sia l’hotel che il rifugio a Sportinia. Adesso siamo in partenza per Noli, dove gestiamo un bar sulla spiaggia. E poi c’è la famiglia, ma le mie figlie ormai sono cresciute: Matilde ha sedici anni, Ludovica tredici”.

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