L’addio alle gare di Simon Maurberger: “Lascio senza rimpianti”

Un addio sereno, senza rimpianti. Così Simon Maurberger ha salutato il mondo dello sci alpino disputando l’ultima gara alle finali di Coppa Europa in quel di Schladming.

La fine della propria avventura da slalomista e gigantista è arrivata all’età di 31 anni. Gli ultimi due sono stati tutti in salita, caratterizzati dall’esclusione dalla Nazionale. L’altoatesino della Valle Aurina non si è però perso d’animo ed è andato avanti dritto per la sua strada. Prima aggregandosi al Global Racing Team, mentre nell’ultimo inverno si è avvalso del sostegno dei Carabinieri.

Gli ultimi segni li ha lasciati sulla Gran Risa in Alta Badia: due anni fa fu il miglior azzurro al traguardo (21°), mentre nel dicembre 2025 si è tenuto il grande palcoscenico per l’ultima apparizione in Coppa del Mondo.

Svanito però il sogno olimpico di Milano Cortina è arrivato il momento giusto per prendere una decisione importante. E Simon Maurberger si è detto che può bastare così.


“Quando sono uscito dal gruppo della Nazionale due anni fa – spiega Simon Maurberger– avevo già deciso di andare avanti fino al 2026, con l’unico obiettivo di partecipare alle Olimpiadi. Non ci sono riuscito e dunque è giusto che mi fermi qui”.

Il momento del ritiro non è mai facile per nessuno.
“Lascio senza rimpianti, perché so di aver preparato al meglio anche l’ultima stagione, gestendo le trasferte da privato grazie al sostegno dei Carabinieri e a quello di Blizzard. Sono partito bene, ho ottenuto buoni piazzamenti in Coppa Europa e vinto due gare FIS. Un punto di svolta in negativo è stata la mancata qualificazione per pochi decimi alla seconda manche dello slalom di Gurgl”.

Chiudi però in pace con te stesso.
“Non ho mai smesso di divertirmi nelle ultime due stagioni. Non ho vissuto l’esclusione dalla Nazionale come un peso. E sono consapevole di averci provato in tutti i modi”.

Il picco della tua carriera nel 2019 con il bronzo nel Team Event dei Mondiali di Are e l’anno successivo, nel gennaio 2020, con il 5° posto nello slalom di Schladming prima del crociato rotto nel parallelo di Chamonix.
“Difficile prevedere cosa sarebbe successo senza quell’infortunio. Mi piace pensare che ogni atleta abbia la sua storia individuale. Ho avuto tre infortuni abbastanza gravi al ginocchio. Ma sono stato bravo a non mollare e a rinascere ogni volta”.

Cosa è stato per te lo sci?
“Direi un’esperienza abbastanza naturale, essendo nativo della Valle Aurina, un posto meraviglioso circondato da montagne e comprensori sciistici. Credo che sia stato normale ritrovarmi sugli sci, poi la mia indole competitiva è quella che mi ha portato a diventare un atleta professionista”.


I ricordi più belli?
“Difficile sceglierne uno. Magari scelgo l’ultimo. Non è una gara, ma i messaggi di affetto ricevuti da colleghi e tifosi dopo aver ufficializzato il ritiro”.

Il sogno mai realizzato sono dunque i Giochi Olimpici?
“Ci sono andato vicino soprattutto quattro anni fa, per l’edizione di Pechino, quando avevo fatto due top-10 in slalom (Campiglio e Kitzbuhel) ed ero in regola con i piazzamenti utili per la convocazione. Poi in federazione qualcosa andò storto con le quote di partecipazione e sono venuti a mancare due posti, uno nelle discipline veloci e l’altro in quelle tecniche. E’ andata così…”.

Cosa farà adesso Simon Maurberger?
“Mi piacerebbe restare nell’ambiente, magari fare l’allenatore. Ma prima bisogna valutare le diverse possibilità”.

Cosa significa per un atleta che si divide tra Coppa Europa e Coppa del Mondo gestirsi da privato come è accaduto a te nelle ultime due stagioni?
“All’interno del Global Racing Team bisognava versare una quota annuale per pagarsi i vari servizi. Tra voli, hotel, trasporto materiali vi garantisco che occorre una bella somma. L’ultimo anno è stato diverso, perché i Carabinieri almeno fino a dicembre hanno supportato il mio programma e mi hanno dato una grande mano coprendo tutte le trasferte”.

Foto Pentaphoto


Se non fossi stato uno sciatore ti avremmo visto in qualche altro sport?
“Fino alle medie giocavo a calcio ed ero anche un ottimo portiere. Menomale che poi ho scelto lo sci. Ma ho praticato anche altre discipline: mountain bike, rollerblade e arrampicata”.

Come sono i primi giorni da ex?
“Le prossime settimane saranno decisive per capire il percorso professionale da seguire. Prenderò un po’ di tempo per me stesso, andrò a pedalare da qualche parte lontano da casa”.

In tanti ti hanno dedicato un pensiero negli ultimi giorni. Tu a chi vuoi rivolgerne uno?
“Al mio grande amico Tommaso Sala. Una super persona che ha dovuto lottare contro una miriade di infortuni ed è sempre riuscito a tornare. Tommy è reduce da una buona stagione di rientro, ha completato il recupero dal crociato rotto nel 2024 e gli auguro di essere al top per la prossima stagione”.

foto Fisi.org

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