Sotto l’ombrellone un messaggio puntuale e attendibile di un amico ci passò il nome del nuovo telecronista dello sci alpino femminile sulla Rai. Dopo oltre un decennio targato Enrico Cattaneo, che aveva manifestato la volontà di dedicarsi ad altri lidi, in cabina di commento è arrivato Maurizio Fanelli, potentino che prima per lo studio e poi per l’attuale professione si è spostato da tempo a Roma.
Fanelli è l’apprezzata voce che negli ultimi anni ha raccontato il basket e gli sprazzi di tennis che l’era Sinner ha portato inevitabilmente sulla tv di Stato.
Appassionato di sci, in occasione dei Giochi Olimpici è arrivato nelle case degli italiani per narrare i grandi successi dello speed skating. Ora lo aspetta la Coppa del Mondo, il palcoscenico più atteso. Quaranta gare (più quelle dei Mondiali) da vivere tutte d’un fiato, a cominciare dal gigante di apertura a Solden, tra una settimana.

Maurizio, pronto per la nuova avventura?
“Assolutamente sì, attendo la prima telecronaca con entusiasmo. Una nuova sfida che coincide con una delle mie grandi passioni. Lo sci l’ho sempre seguito e lo pratico, anche se da amatore”.
Com’è nata l’idea di spostarti sullo sci?
“Enrico Cattaneo ha deciso di chiudere quest’esperienza e la direzione mi ha chiesto, con mio grande piacere, se avessi voglia di intraprendere una nuova strada, senza però rinunciare agli sport che seguo da anni, cioè il basket e il tennis. Per quanto riguarda la pallacanestro, è chiaro che seguirò meno la stagione regolare dei campionati di A1 donne e A2 uomini, ma ci sarò per le fasi finali e per le Nazionali d’estate. E mi vedrete all’opera anche a fine novembre per la Coppa Davis”.
Come ti stai approcciando al compito che ti è stato affidato?
“Con grandissima curiosità, come del resto era successo per gli altri due sport. Spero di essere competitivo in cronaca e di trasmettere emozioni agli appassionati. Non vedo l’ora di essere a Solden”.
Qual è il programma delle trasferte?
“A Solden saremo sul posto. Mi aiuterà a prendere familiarità con l’ambiente. Poi seguiremo dal vivo tutte le gare italiane e il resto si vedrà, chiaramente ci saranno alcune tappe che commenterò da studio”.

Come ti sei preparato per le telecronache? Hai studiato molto?
“Nelle ultime settimane sono andato a rivedere qualche gara delle ultime stagioni, anche per apprendere i tempi della telecronaca dello sci. Poi sono andato a leggere singolarmente le schede delle atlete, il loro curriculum, ma anche gli aneddoti. Con un occhio alle statistiche, record e primati”.
Come nasce la tua passione per lo sci?
“Abitando a Potenza la neve, soprattutto tanti anni fa, era normalità. Ho vivi i ricordi di quando scendevo in strada col passamontagna e giocavo a palle di neve con gli altri bambini. All’età delle elementari ho cominciato a sciare nel piccolo comprensorio di Sellata Pierfaone, alle medie con i miei genitori andavo a Roccaraso. Da grande, con gli amici, ho iniziato a scoprire Sestriere, Les 2 Alpes e Andalo. Negli ultimi anni, con la famiglia, non ho mai rinunciato alla settimana bianca, andando in Val Pusteria o a Folgaria. Non sono un funambolo, scio in maniera molto tradizionale. Mi piacerebbe carvare di più”.
Una gara di sci scolpita nella tua memoria?
“L’oro di Tomba a Calgary che ha sospeso il Festival di Sanremo è semplicemente leggenda per la mia generazione. Alberto, insieme a Pantani, è lo sportivo di quell’epoca che ha trasmesso in assoluto più emozioni alla gente”.

Chi vince la Coppa del Mondo?
“Shiffrin, nonostante le ultime dichiarazioni, la devi sempre mettere tra le favorite. Ricordiamoci cosa è stata capace di fare in slalom nell’ultima stagione. E’ chiaro che il nome successivo è quello di Emma Aicher. Io aspetterei di vedere anche Federica Brignone. Se quando rientrerà, viaggerà sugli standard di Milano Cortina, chissà che anche lei non possa inserirsi nella lotta”.
Le altre italiane?
“Ci sono tanti profili di interesse. Su tutte quello di Laura Pirovano, per il modo in cui si è sbloccata nel finale della scorsa stagione. Se riuscisse ad avere quel tipo di continuità, anche lei potrebbe finire tra le prime cinque della classifica generale. Sono curioso di vedere quanto Anna Trocker potrà avvicinarsi alle più forti e se Lara Della Mea sarà capace di salire ancora un gradino in gigante. Diciamo che il focus resta sempre su Goggia e Brignone, ma alle loro spalle abbiamo delle atlete in grado di raccogliere risultati importanti”.

Da Rai Sport ti è stato chiesto qualcosa in particolare prima di cominciare?
“No, non ho avuto degli input precisi. So che mi hanno scelto anche per il lavoro fatto a Milano Cortina, quando ho accompagnato le gesta di Francesca Lollobrigida e degli altri ragazzi del pattinaggio di velocità. Spero di ripagare la fiducia della direzione anche nello sci alpino. Ce la metterò tutta per coinvolgere i telespettatori, poi dipenderà anche da quello che saranno in grado di fare le azzurre”.
In Italia il ruolo di telecronista dello sci ha una bella responsabilità e finisce spesso sotto la lente d’ingrandimento del pubblico.
“Conosco bene le conseguenze che questo mestiere implica, soprattutto nell’era dei social. Io penso che se uno ci arriva preparato e ha la passione, allora è difficile fare male. Per me sarà una prima volta. L’obiettivo è partire con il profilo basso, per poi crescere gara dopo gara. Non mi aspetto di certo di fare una telecronaca al livello delle migliori la prossima settimana”.
