Meno slalom, più gigante e superG. La nuova formula Shiffrin anima il dibattito di tutti gli appassionati del Circo Bianco. La campionessa statunitense ha definito la prossima stagione un’esplorazione, cambiando radicalmente l’approccio alle discipline.
Un passo indietro, niente affatto una rinuncia, tra i pali stretti (per il momento, si assenterà a Levi e Gurgl). E una nuova spinta sulla velocità, negli ultimi anni terreno nel quale si era mossa con più prudenza a causa dei retaggi del passato. Una scelta, sulla carta, fatta per scoprire nuovi orizzonti e godersela.
Ma sarà proprio così?
Che Mikaela dobbiamo aspettarci da Solden in avanti?
Sarà subito in grado di tornare alla vittoria in gigante che le manca da quasi tre anni?
I nuovi piani le precluderanno l’assalto alla settima Coppa generale?
O, piuttosto, rappresentano un modo per cercare di arginare l’avanzata di Emma Aicher?
Gli interrogativi che circolano nella nostra mente da un paio di ore li abbiamo girati a Chiara Costazza, l’ultima slalomista italiana a vincere in Coppa del Mondo.

Chiara, ti ha colto di sorpresa la scelta di Shiffrin di rinunciare a un paio di slalom?
“Moltissimo, non me l’aspettavo. Lo slalom è la sua disciplina, la sua certezza. Mikaela sa bene quanto allenamento e dedizione necessiti e quante energie servano per poi trarne profitto in gara. E allora avrà pensato che, avendo raggiunto tutti gli obiettivi tra i pali stretti, adesso è arrivato il momento di inseguire nuovi record in gigante e superG”.
Una questione di stimoli.
“Evidentemente la sua testa ha bisogno di qualcos’altro, di nuovi obiettivi. Curare lo slalom e al contempo le discipline di velocità è un compito difficilissimo. Ma, statene certi, sarà ancora competitiva tra i pali stretti. L’ho conosciuta, ha una determinazione incredibile. E in questi anni è stata impeccabile quando c’era da recuperare fiducia nelle altre discipline dopo gli infortuni. Questa scelta non è casuale. E la vedremo sempre al top”.
Quanto c’entra secondo te il logorio? Lei è una che è sulla cresta dell’onda da oltre dieci anni.
“Lo slalom è esigente, richiede costanza, ti prende tutto. Credo sia più una cosa mentale. Avrà sentito il bisogno di cambiare i ritmi per avere ancora fame di vittorie, come quando si cambia l’allenatore. Spostandosi su gigante e superG saranno anche cambiate le sue esigenze, i metodi e le destinazioni di allenamento. E poi non dimentichiamoci di Kilde. Lui è un bel punto di riferimento nell’ottica di migliorarsi e curare di più la parte veloce”.
La scelta di Shiffrin è arrivata nello stesso giorno dell’addio allo slalom di Marco Schwarz, a testimonianza del fatto che nello sport moderno non si può fare tutto e in questo il tennis sembra stia tracciando una strada…
“Non mi attacco a una questione anagrafica, ma piuttosto alle condizioni di salute. Sia Shiffrin che Schwarz negli ultimi anni hanno conosciuto degli stop prolungati. L’austriaco ha capito che se vuole puntare alla generale non può reggere i ritmi forsennati dello slalom, una disciplina più selettiva, dove si spende di più e gli acciacchi si fanno sentire in misura maggiore”.

Tranne pochissimi casi, la polivalenza non esiste più, i calendari sono fitti e se propri devi scegliere meglio concentrarsi su discesa, superG e gigante.
“Discesa e superG sono più simili, in gigante oggi si va spediti. Puoi spalmare il lavoro in tre, mentre con lo slalom è un’altra cosa. Entrambi hanno dato tanto e hanno dimostrato di essere atleti fuori dal comune. Ma ora sono in quella fase della carriera in cui possono permettersi di fare delle scelte mirate”.
Discorso che non vale per Emma Aicher.
“Lei è giovane, la sua parabola è appena cominciata. Non le auguro alcun infortunio, ma anche lei tra qualche anno, quando sarà meno pimpante, si ritroverà a stabilire delle priorità”.
Ma è la tedesca la grande favorita per la Coppa generale?
“Io credo che Shiffrin ci punti ancora e per me resta la favorita. E’ vero, in slalom l’anno scorso si è portata a casa quasi mille punti. Magari vincerà cinque-sei slalom anziché nove-dieci. Qualcosa lascerà per strada, ma quando sarà al cancelletto di sicuro non andrà fuori dal podio. Nello slalom femminile, inoltre, non sono molte quelle in grado di vincere”.
Secondo te l’americana tornerà a vincere in gigante?
“Sì, se ha scelto gigante e superG significa che punterà al massimo”.
Magari la lotta per la Coppetta di slalom sarà più aperta.
“Senz’altro. Sono curiosa di vedere all’opera Petra Vlhova. Lo scorso anno doveva sistemare qualcosa a livello fisico, ma ora sta bene e lo slalom ce l’ha nel sangue. In prima fila ci metto le svizzere: Holdener, dall’alto della sua esperienza e del livello tecnico raggiunto, e Rast, che ha dimostrato di essere sempre molto pericolosa. La battaglia sarà interessante. E non mi stupirei di vedere protagonista anche Swenn-Larsson”.

E le italiane?
“C’è un bel gruppetto di giovani. Essendo passata alle Fiamme Oro, ho visto in qualche occasione Anna Trocker e credo che abbia tutte le carte in regola per imporsi. Ha qualità tecniche, fisiche e mentali non indifferenti. E’ una ragazza pronta”.
E le altre?
“Mi farebbe piacere assistere al salto di qualità delle ragazze che l’anno scorso hanno fatto bene in Coppa Europa (Pazzaglia e Valleriani, ndr). Le vorrei vedere stabilmente nelle trenta e poi anche nelle quindici. Ritroviamo anche Peterlini e Rossetti, che hanno messo a posto i rispettivi problemi fisici. Il materiale c’è, ora va messo sul piatto qualcosa di concreto”.
foto in apertura di Spiess / Red Bull Content Pool
