All’inizio del mese come tradizione, è toccato anche agli azzurri: gli uomini di Coppa Europa a Wittenburg (Germania), le donne di Coppa del Mondo a Peer (Belgio). E in effetti ad agosto la maggior parte degli slalomisti, prima di partire per l’emisfero australe, si reca in uno dei tanti impianti indoor conosciuti come ski dome per lavorare in condizioni simil invernali.
Sciare al coperto significa, per una finestra di preparazione, evitare lunghi spostamenti verso i ghiacciai, peraltro sempre più in ginocchio a causa del cambiamento climatico: a Ferragosto anche lo Stelvio si è arreso al caldo eccessivo dopo la chiusura di Cervinia-Zermatt e Saas Fee.
Dell’efficienza degli impianti indoor vi avevamo già parlato in un articolo dedicato al lavoro svolto dal lungodegente Alexander Steen Olsen nel sempre più frequentato impianto di Snoo, in Norvegia, il. E mentre proprio un altro big norvegese, Henrik Kristoffersen, ha scelto di prolungare la sua permanenza a Wittenburg (si aggregherà solo in un secondo momento ai compagni già in Argentina), noi abbiamo parlato di ski dome con Stefano Gross, ex slalomista azzurro oggi tecnico delle Fiamme Gialle.
Stefano, quali sono i vantaggi di allenarsi negli impianti indoor?
“Il vantaggio principale è quello di trovare sempre condizioni di neve buone soprattutto nei periodi estivi, visto che sui ghiacciai fa sempre più caldo, le temperature sono alte e il manto nevoso non è ideale per gli allenamenti che cerchiamo”.
L’inizio di agosto è il periodo più indicato in base alla tabella di preparazione o può essere utile andarci in altri periodi dell’anno?
“Agosto è il periodo migliore ma anche la fine di settembre o primi di ottobre può rivelarsi una buona scelta. Magari iniziano le prime nevicate sui ghiacciai e in quota le condizioni non sono ottimali. Al contempo, è troppo presto per andare ad allenarsi su piste artificiali, magari trattate con acqua”.

Che condizioni di neve si trovano solitamente e cosa offrono a livello di servizi?
“Ottimali perché all’interno degli ski dome c’è una temperatura sempre costante sotto lo zero e in più, dal momento che il manto viene trattato con acqua, le piste sono ghiacciate e si addicono alle prove di sci e scarponi.
Come si svolge una giornata negli impianti indoor? Le sessioni quanto durano, quanto tempo si gira?
“Le sessioni nei dome di solito durano due ore. Di solito si prenotano due sessioni di fila in modo da star lì 4 ore e avere il tempo e la calma generale di poter fare un numero sufficiente di giri, prevedendo anche dei momenti di riposo. La sciata nei dome è molto dispendiosa e si arrivano a fare anche quindici o venti giri al giorno”.
Che tipo di lavoro può fare uno slalomista? Su quali dettagli si lavora considerata la scarsa pendenza dei tracciati?
“I lavori sono molteplici. Considerato il periodo di agosto è molto utile mettere in campo tanti chilometri per ritrovare costanza nella sciata oltre a curare la tecnica. Se si scia invece tra fine settembre e ottobre allora le sessioni sono utili per alzare l’intensità con qualche giro in meno”.
Quali impianti hai frequentato nella tua carriera e quale reputi il più funzionale?
“Ho sciato in Olanda, Belgio ,Germania, Lituania e Francia. Quello di Peer, in Belgio, ha ottime condizioni di neve e ci ha sempre offerto le migliori soluzioni”.
